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Stipsi e diarrea - Ragazza che si tocca la pancia
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Che cos'è

In condizioni normali, un individuo adulto emette feci di consistenza morbida e ben formate con una frequenza variabile e soggettiva, che può variare dalle tre volte al giorno alle tre volte alla settimana.

Quando le abitudini intestinali individuali subiscono variazioni nel ritmo e/o nelle caratteristiche (consistenza, forma) si parla di stipsi. Il termine abbraccia in realtà situazioni diverse: una riduzione nella frequenza delle evacuazioni (inferiore alle 2-3 volte la settimana), difficoltà alla defecazione (sforzo eccessivo e protratto per evacuare; feci molto disidratate e dure, e/o di scarso volume; dolore all’atto della defecazione), una sensazione di svuotamento intestinale incompleto.

Rappresenta un problema molto diffuso nei Paesi industrializzati, di cui soffrono individui di qualsiasi età, anche i bambini, ed è principalmente la conseguenza di errori nutrizionali e di modificazioni dello stile di vita.

La stipsi può essere classificata come stipsi funzionale, la più frequente, e stipsi organica, limitatamente al 5% circa dei casi, correlata alla presenza di condizioni patologiche, talora anche gravi: emorroidi e/o ragadi anali, alcune condizioni neurologiche (lesioni spinali, morbo di Parkinson), disturbi del metabolismo (ipotiroidismo, ipercalcemia), patologie psichiatriche (depressione) e infine alcuni tumori che causano un'ostruzione intestinale progressiva (carcinoma del colon-retto, dell’ovaio).

Nel 95% dei casi la stipsi è tuttavia funzionale, e nonostante si tratti per lo più di un malessere transitorio, può risultare comunque molto fastidiosa; è pertanto importante individuare e correggere i fattori di rischio, per superare la condizione e prevenirne la ricomparsa.

 

Le cause

Tra le cause che portano alla comparsa di stipsi, gli errori alimentari – dieta povera di fibre, ridotto apporto di liquidi – e la sedentarietà sono le più comuni e le più importanti; l’assunzione di farmaci che rallentano la motilità intestinale (antidolorifici, antispastici, anticonvulsivi, antidepressivi), le alterazioni delle abitudini quotidiane, ad esempio durante un viaggio, la gravidanza, l’età (la stipsi è più frequente nell’anziano), possono causare una riduzione dell’attività contrattile del colon, con rallentamento nella progressione del materiale in esso contenuto, aumento del riassorbimento di acqua, e formazione di feci dure, disidratate e quindi più difficili da evacuare.

 

I sintomi

Per lo più malessere passeggero, se persiste può causare la comparsa di sintomi come mal di testa, perdita di appetito, tensione e dolore addominale, lingua bianca, alitosi e cattivo sapore in bocca.

Se la stipsi diviene cronica, perché non gestita adeguatamente, si può assistere alla comparsa di emorroidi, fecalomi (accumuli consistenti di feci che difficilmente vengono rimosse) e ritenzione fecale.

 

La terapia

La terapia farmacologica della stipsi può avvalersi di farmaci lassativi, e viene adottata quando il problema persiste e gli interventi sull’alimentazione e sullo stile di vita non sono sufficienti o, richiedendo tempi più lunghi, non alleviano i sintomi nel breve termine. In ogni caso è necessario contattare il medico per stabilire la terapia più appropriata.

 

La prevenzione

Proprio perché la stipsi è un sintomo correlato soprattutto a errori nutrizionali e a uno stile di vita sbagliato, è possibile prevenirne la comparsa seguendo un’alimentazione corretta, modificando lo stile di vita e le abitudini intestinali.

 

Alimentazione

Deve essere ricca di fibre, frutta e verdura e povera di alimenti raffinati come farina bianca e zucchero; sono inoltre da limitare gli alimenti astringenti, come il riso, i limoni, le banane, le mele, il tè. È fondamentale bere molto, soprattutto acqua, per aumentare il volume delle feci, renderle più morbide e più facili da evacuare.

 

Attività fisica

L’attività fisica stimola la peristalsi intestinale e migliora il tono muscolare. A livello dei muscoli addominali e perineali, un buon tono permette un corretto aumento della pressione intraddominale durante la defecazione, e la facilita.

 

Abitudini intestinali

Cercare di stabilire alcune abitudini intestinali aiuta a combattere la stipsi. Dal momento che la motilità dell’intestino aumenta al mattino appena svegli e dopo assunzione di cibo, abituarsi ad andare in bagno al mattino, dopo la prima colazione, permette di non rimandare l'atto della defecazione, che a lungo andare potrebbe diventare una causa che favorisce la comparsa di stipsi.

 

I soggetti maggiormente a rischio

La stipsi è un sintomo molto diffuso in entrambi i sessi e a tutte le età. Esistono tuttavia alcune categorie in cui si presenta con maggior frequenza.

 

Il bambino

La stipsi rappresenta uno dei problemi più affrontati dal pediatra, e si stima che ne soffrano circa il 5-10% dei bambini. Una dieta povera di fibre, l’inserimento a scuola (ambiente nuovo, orari diversi, mancanza di privacy), una vita troppo sedentaria, possono rendere pigro l’intestino dei nostri piccoli.

 

L’anziano

Gli anziani lamentano spesso stipsi, come conseguenza di una ridotta motilità intestinale, di una debolezza dei muscoli addominali e perineali, di un’alimentazione inappropriata e delle frequenti e numerose terapie cui sono sottoposti.

 

La donna in gravidanza

Gravidanza e stipsi rappresentano un binomio frequente, sia nei primi mesi, come risultato delle variazioni ormonali che si instaurano con l’inizio della gravidanza, sia nella fase avanzata, per la ridotta motilità intestinale conseguenza della pressione esercita dall’utero sull'intestino.

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