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Stitichezza nei bambini e nei neonati

La stitichezza è un problema piuttosto frequente nei bambini e può colpire tutte le età dell’infanzia. Si presenta quando c’è una riduzione di frequenza delle evacuazioni; spesso è accompagnata dall’emissione di feci dure e in alcuni casi da coliche e dolore addominale.
Spesso la stitichezza è legata ad abitudini alimentari e comportamentali sbagliate, ma qualche volta può nascondere delle malattie importanti che occorre riconoscere e trattare in maniera tempestiva.

Che cos’è la stitichezza

Si definisce stitichezza, o stipsi, la difficoltà nell’evacuazione. La stitichezza è caratterizzata da un passaggio difficoltoso o infrequente delle feci, con evacuazioni che si presentano spesso solo una o due volte la settimana, con feci spesso dure e abbondanti e con ristagno delle stesse nell’intestino. Tale ristagno provoca distensione e dolore addominale.
Si tratta di un problema piuttosto comune, che può verificarsi a tutte le età. I bambini possono presentare questo disturbo durante le varie fasi della crescita, dall’epoca neonatale sino a quella adolescenziale.
Si stima che circa il 10% dei bambini, infatti, presenti stitichezza con diversi livelli di gravità e con un’ampia variabilità del dato in base all’età e alle abitudini alimentari e di vita.
La stitichezza è uno dei disturbi più frequenti dell’età infantile e una delle dieci cause più comuni di richiesta di intervento medico nell’infanzia.

Le cause e le diverse forme di stitichezza

La stitichezza può manifestarsi principalmente in due forme, provocate da fattori diversi:

  1. Forme cosiddette funzionali, nelle quali non esiste una malattia o un danno dell’apparato digerente, ma il ristagno di feci è dovuto principalmente a fattori comportamentali
  2. Forme organiche nelle quali esiste una patologia dell’intestino o dell’apparato intestinale, che provoca un ristagno delle feci, oppure la mancata eliminazione delle stesse.

Nelle forme funzionali, che sono le più frequenti, la causa della stitichezza è generalmente legata all’alimentazione o alle abitudini del bambino. Una alimentazione poco variegata e povera di fibre o di alimenti di origine vegetale, così come un’idratazione non adeguata, può provocare un ristagno delle feci e un indurimento delle stesse.
Questo può essere tipico dell’età prescolare o scolare, periodo in cui i bambini possono essere molto selettivi nella scelta degli alimenti, e può essere peggiorato dal fatto che la quantità di acqua bevuta nel corso delle 24 ore talvolta non è sufficiente o è concentrata solo in alcune ore della giornata.
I bambini grandi, quelli cioè che hanno già tolto il pannolino, a volte ritardano volontariamente il momento dell’evacuazione, spesso perché impegnati in giochi che non vogliono interrompere. Questo causa ristagno e indurimento delle feci, che può portare nel tempo a forme di stitichezza cronica.
Nei lattanti che usano latte formulato, la frequenza delle evacuazioni è comunemente ridotta rispetto ai bambini allattati esclusivamente al seno, e allo stesso tempo, la consistenza e il colore delle feci sono spesso differenti. Questo può provocare un ristagno che può tradursi in fastidio, necessitando a volte di una terapia adeguata.
Le cause di stitichezza di natura organica sono diverse e possono essere legate a:

  • malformazioni a livello dell’intestino o di alcuni tessuti che lo compongono
  • presenza di malattie infiammatorie croniche
  • presenza di malattie di tipo endocrino
  • cause genetiche o congenite

In questi casi la stitichezza è il sintomo di un problema più grande che deve essere gestito e trattato dal pediatra o dallo specialista.
Per cui è sempre bene parlare con il proprio medico nel caso in cui il bambino presenti stipsi, per valutare se e quali accertamenti sono necessari per poter fare una diagnosi accurata.

Quali sono i sintomi della stitichezza e come si manifesta

La stitichezza è dovuta a una riduzione del numero delle evacuazioni che di conseguenza provoca un ristagno di feci nell’intestino.
Questo può provocare fastidio addominale che a volte si trasforma in dolore spesso manifestato come colica, cioè in forma esplosiva e ciclica.
Il dolore provocato dalla colica tende a ridursi o a scomparire nel giro di alcuni secondi o minuti, lasciando una sensazione di dolore sordo o fastidio. La colica può essere accompagnata da sudorazione o pallore e può spaventare il bambino e l’adulto che lo assiste per la violenza con la quale si manifesta. Non di rado i genitori ricorrono al pronto soccorso pediatrico per timore di un’appendicite.
Altri sintomi possono accompagnare la stitichezza, quali riduzione dell’appetito, distensione addominale, e irrequietezza in particolare in neonati e lattanti, sintomi che si riducono o scompaiono dopo l’evacuazione. Sintomi simili sono presenti nei bambini più grandi, dove tuttavia è comune il riscontro del dolore addominale.
In alcuni casi la stitichezza può accompagnarsi a encopresi, cioè emissione di feci che sporcano le mutandine del bambino, o con sintomi urinari, quali difficoltà a svuotare completamente la vescica, il che può provocare a sua volta infezioni del tratto urinario, specie nei bambini che hanno già problemi di reflusso ureterale.
Il problema può innescare inoltre un circolo vizioso: quando la stitichezza si protrae nel tempo, le feci diventano dure e asciutte. Questo può ulteriormente aumentare la difficoltà di evacuazione. Il bambino, inoltre, può avvertire fastidio o dolore nell’eliminare delle feci particolarmente dure, e le stesse possono creare piccole lesioni a livello della mucosa anale, le ragadi, che possono essere particolarmente dolorose. Questo può portare a sua volta il bambino a trattenere le feci e ritardare l’evacuazione per timore di avvertire dolore, provocando un aumento del ristagno delle feci stesse.

Quali sono le raccomandazioni e i rimedi per i bambini che soffrono di stitichezza

Il tipo di intervento dipende dall’età del bambino e dalla causa della stitichezza.
Nei lattanti che usano latte formulato può essere indicato cambiare – sotto indicazione e prescrizione del proprio pediatra di riferimento – il tipo di latte impiegato. A volte può essere necessario, dietro indicazione del medico, utilizzare dei farmaci che aiutano il bambino nell’evacuazione.
Nei bambini più grandi è importante insegnare loro un corretto stile di vita e instaurare corrette abitudini alimentari, invitando i bambini a consumare frutta e verdura in quantità adeguata, proponendo frequentemente questi alimenti e rendendoli invitanti e appetitosi presentandoli in modo allegro nel piatto, combinandoli con cibi che i bambini mangiano già volentieri, o preparando insieme i pasti trasformando la cucina in una attività educativa e di gioco. Molto importante è l’assunzione di alimenti ricchi di fibre.
È importante inoltre bere quantità adatte di acqua, distribuendone l’assunzione nel corso di tutta la giornata, e promuovere l’attività fisica.
È importante inoltre abituare il bambino, sin da quando viene eliminato il pannolino, ma anche nelle età successive, ad andare al bagno quando avverte lo stimolo e a non trattenere le feci. I bambini possono essere educati all’uso del bagno, invitandoli a sedersi sulla tazza per esempio la mattina e la sera, intrattenendoli anche per diversi minuti e sino a quando non riescono a compiere l’evacuazione.
Quando queste accortezze non sono sufficienti, può essere necessario ricorrere a farmaci che possano aiutare a mantenere le feci morbide o a facilitare l’evacuazione delle stesse. Il tipo di farmaco e di somministrazione dovrebbe essere sempre concordato con il pediatra e sempre all’interno di una educazione alimentare e comportamentale, che non può essere sostituita dalle medicine.
Nei casi in cui la stitichezza è dovuta a cause organiche, sarà il pediatra o lo specialista a indirizzare il bambino verso gli esami e gli approfondimenti necessari a definire una diagnosi, per poi prescrivere una terapia adeguata, tarata sulle cause di base che provocano la stitichezza.

Fonti

Ultimo aggiornamento:16-03-2021

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