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Lo stress da prestazione: cause e rimedi

Situazioni che ci richiedono di fornire prestazioni ‘adeguate’ possono essere fonte di ansia. Tale ansia, collegata all’interesse per l’obiettivo che intendiamo raggiungere, è fisiologica. Ma quando prevale il timore di non essere all’altezza di ciò che ci viene richiesto può determinarsi una situazione di stress, lo stress da prestazione.

Quando si parla di ansia da prestazione e cosa può causarla

L’ansia è una funzione fondamentale per la vita, ma se eccessiva può essere angosciante e inibente; una base sicura, una buona autostima riduce la vulnerabilità della persona al disagio psichico.
L’attaccamento sicuro in psicologia è definito come la capacità della persona di sentirsi sicura di se stessa, delle proprie capacità, accettata e protetta dagli altri; un senso, questo, di sicurezza interiore che presuppone una buona conoscenza delle proprie emozioni e la capacità di sentirsi accolto dagli altri, apprezzato e amato.
Naturalmente questa sensazione si apprende nei primi anni di vita, quando il clima familiare è protettivo e adeguato, quando ci si sente voluti bene, esperienza affettiva che poi si ripete ogni giorno nell’incontrare amici, insegnanti, professori, colleghi di lavoro, parenti o altre persone.
Nell’affrontare una qualsiasi situazione, come un esame a scuola o un colloquio di lavoro, è normale avere ansia, anzi, l’ansia inizia molti giorni prima (ansia anticipatoria) e indica l’interesse della persona verso l’obiettivo che si vuole raggiungere.
Ma quando quest’ansia è eccessiva, la sola idea di dover affrontare quella specifica situazione può mettere in difficoltà la persona, tanto da inibirla, diventando un vero stress da prestazione; l’ansia cioè assume aspetti fobici, nel senso che qualsiasi cosa si debba affrontare suscita ansia, qualsiasi prestazione diventa motivo di sofferenza, iniziano pensieri tormentosi (non ce la farò mai, non sono in grado di farcela…), con tutta una serie di sintomi (palpitazioni, mal di testa, disturbi gastrici) che mettono a dura prova il benessere della persona.
Questi pensieri fobici si attivano automaticamente e non si riescono a gestire, l’ansia diventa sempre più forte, anche al solo pensiero di “dover affrontare un esame”; una situazione, questa, che crea inibizione, paura, forte angoscia, fino a determinare vere condotte di evitamento; la paura diventa ingestibile e porta a rimanere in casa: meglio evitare di uscire pur di non agire e affrontare la situazione. Questo meccanismo diventa come un circolo vizioso difficile da spezzare, tanto da richiedere l’intervento di uno specialista.

Cosa fare per non cadere nella spirale fobica?

Occorre imparare ad avere fiducia in se stessi e nelle proprie capacità di affrontare le difficoltà quotidiane; l’autostima è la base di una buona riuscita nella vita, sempre.
Quando si ha una buona autostima si riesce a essere più assertivi e capaci di affrontare qualsiasi situazione, non si teme il giudizio degli altri, non si temono le sconfitte, si guarda al futuro con ottimismo.
Per non cadere nella spirale fobica occorre imparare a non arrendersi di fronte alle sconfitte, a rialzarsi ogni qualvolta qualcosa non va, a non temere il confronto con gli altri.
Lo stress da prestazione può infatti essere gestito imparando ad accrescere le proprie competenze sia tecniche che relazionali; quelle tecniche richiedono un impegno costante: se si deve affrontare un esame bisogna studiare ed essere preparati; sul piano relazionale occorre invece sentirsi all’altezza della situazione, non pensare al giudizio degli altri, bensì concentrarsi sul compito da affrontare.
In altre parole, per sentirsi sicuri occorre avere le idee chiare rispetto all’obiettivo da raggiungere, focalizzando ogni energia su di esso, tralasciando ogni altra considerazione.
Se ci si trova a dover tirare un calcio di rigore non bisogna lasciarsi condizionare dagli spettatori, dai propri compagni, dagli avversari, dal portiere, bisogna concentrarsi sull’obiettivo: fare goal!
Così in qualsiasi altra situazione: mai lasciarsi condizionare dall’esterno, ma mirare a tirare fuori le proprie energie e competenze.
Lo stress da prestazione si vince quindi allenandosi costantemente a essere più competenti e più sicuri dal punto di vista psicologico; questo allenamento richiede una forte motivazione che è legata agli obiettivi della vita, se si desidera qualcosa si riesce ad avere più coraggio per ottenerla; ma, se vediamo di non farcela da soli è opportuno chiedere aiuto ad uno specialista poiché esistono tecniche psicologiche in grado di aiutare la persona a vincere le proprie ansie.

Fonti

  • Pellegrino F., Personalità ed autoefficacia, Springer, Milano, 2010.

Ultimo aggiornamento:17-08-2020

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