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Tiroide e disfunzioni tiroidee: cause e fattori di rischio

La tiroide è l'ago della bussola che segna la rotta del nostro benessere. Regola, infatti, il metabolismo basale, influenza l'accrescimento corporeo e aiuta lo sviluppo del sistema nervoso centrale. La tiroide è una ghiandola endocrina che produce gli ormoni tiroidei, tirosina (T4) e triiodiotironina (T3), che regolano il metabolismo basale, l’accrescimento corporeo e aiutano lo sviluppo del sistema nervoso centrale. Una disfunzione della tiroide può colpire tutti, a prescindere dell'età. Le donne ne sono tuttavia più soggette: sono infatti maggiormente predisposte alle malattie autoimmuni e risentono degli effetti negativi che gli estrogeni hanno sul riassorbimento dello iodio. È stato stimato che una donna su cinque ha la possibilità di sviluppare problemi alla tiroide nel corso della sua vita.

Cosa succede se la tiroide non funziona?
Nel caso di disfunzione tiroidea sono compromesse tutte le funzioni dell'organismo: potrebbero insorgere patologie e gravi disordini neuro-cognitivi, in età fetale e neonatale si potrebbero verificare diverse conseguenze, fino ad andare ad incidere sullo sviluppo del cervello. C’è la possibilità che si verifichino due quadri clinici opposti. Il primo è l'ipertiroidismo che riguarda l'aumento della tiroxina prodotta e la relativa accelerazione del metabolismo basale e quindi del consumo energetico. I sintomi principali sono: dimagrimento, tremori, eccessiva sudorazione, stanchezza, insonnia e tachicardia. Il secondo è invece l’ipotiroidismo, dovuto a un'insufficienza degli ormoni tiroidei nei vari tessuti. In questo caso i sintomi principali, in base a età e stile di vita, possono essere l’aumento di peso, la stanchezza, l’astenia, la depressione, la stipsi e un gonfiore definito “mixedema”. La più frequente patologia tiroidea è il gozzo, che porta all’ingrossamento della ghiandola, a causa della riduzione degli ormoni tiroidei e dell'aumento compensatorio dell’ormone tireostimolante (TSH), sino alla formazione di noduli; per questo motivo viene appunto definito gozzo nodulare. Il malfunzionamento della tiroide può comportare tumori, di norma benigni, e altre malattie meno frequenti tra le quali la tiroidite di Hashimoto e alcune malattie autoimmuni.

Quali sono le cause e i fattori di rischio?
Iodio e tiroide sono un binomio perfetto, perché da questa sostanza dipende il buon funzionamento della tiroide; la sua carenza non permette alla tiroide di "trattenere" lo iodio necessario alla formazione degli ormoni tiroidei.

Le dosi di iodio consigliate per coprire il fabbisogno giornaliero sono:

  • 150 mg per gli adulti;
  • 175 mg per le donne incinte e 200 mg per quelle che allattano;
  • 90 mg per i bambini fino a 6 anni e 120 mg per quelli in età scolare.

Il corpo umano produce autonomamente dai 20 ai 50 mg di iodio; la restante quantità è da introdurre con l’alimentazione. Il pesce (merluzzo), crostacei, molluschi, l’aglio, i fagioli (anche di soia), i semi di sesamo, gli spinaci, le bietole, le zucchine bianche e le cime di rapa ne sono particolarmente ricchi.
Tuttavia, il modo migliore per integrarlo nel nostro organismo è tramite l’utilizzo costante di sale iodato, in sostituzione del normale sale da cucina (iodoprofilassi).

Fonti

Ultimo aggiornamento 21-01-2020
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