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Vaccini in gravidanza: quali scegliere e quali evitare
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Le vaccinazioni sono uno degli strumenti più vantaggiosi e importanti in Sanità Pubblica, perché prevengono in modo efficace la diffusione di alcune malattie infettive. Con la Circolare di novembre 2018, il Ministero della Salute spiega quali sono i vaccini raccomandati in previsione e durante una gravidanza, e dopo la nascita del bambino.

Quali sono le vaccinazioni raccomandate durante la gravidanza
La vaccinazione della donna in gravidanza consente il passaggio degli anticorpi materni dalla mamma al feto e permette, quindi, di proteggere il neonato nei primi mesi di vita, fino a quando potrà essere lui stesso vaccinato e continuare a proteggersi con i propri anticorpi. Nel corso di ogni gravidanza, sono raccomandate le vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse (dTpa) e il vaccino anti-influenzale.
La vaccinazione dTpa è consigliata anche se la futura mamma è già stata vaccinata, o sia in regola con i richiami decennali, o abbia già contratto la pertosse in passato, poiché altrimenti la mamma non potrebbe trasmettere al feto una quantità di anticorpi materni sufficienti per proteggerlo, poiché questi si esauriscono nel tempo. La vaccinazione, quindi, difenderà la mamma da difterite, tetano e pertosse e proteggerà il nascituro dalla pertosse nei suoi primi mesi di vita, quando è ancora troppo piccolo per essere vaccinato. I primi mesi di vita rappresentano il periodo più critico in cui la pertosse può svilupparsi in forme molto gravi nel bambino; vaccinarsi in gravidanza con il dTpa permette pertanto di proteggerlo nei mesi di massima vulnerabilità.
Evidenze di studi clinici hanno dimostrato che il secondo e terzo trimestre è il periodo in cui il passaggio di anticorpi materni al feto avviene in modo più efficace. In linea con queste evidenze, il Ministero della Salute raccomanda che questa vaccinazione venga svolta al 3° trimestre di ogni gravidanza, idealmente alla 28ª settimana.
La vaccinazione anti-influenzale, invece, è raccomandata alle donne che, durante la stagione epidemica dell’influenza (generalmente da dicembre a febbraio), si trovino nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. L’influenza stagionale, infatti, può aumentare il rischio di complicanze materno-fetali, quali parto prematuro o taglio cesareo con distress fetale e basso peso neonatale. La vaccinazione in gravidanza ha un effetto protettivo anche sui neonati al di sotto dei sei mesi di vita per cui non esiste ancora un vaccino.

I vaccini che si possono fare in gravidanza
Alcuni tipi di vaccini, invece, non sono strettamente raccomandati in gravidanza, ma possono comunque essere eseguiti se i benefici superano i rischi, ovvero nel caso in cui la paziente si trovi in una zona endemica. Si parla, in questo caso, dei vaccini anti-epatite A e/o B, meningococco, o l’antipoliomielite inattivato, rabbia e colera, febbre gialla o l’anti-encefalite da zecca.

I vaccini da evitare durante la gravidanza
Le vaccinazioni controindicate in gravidanza, solo a scopo cautelativo, sono quelle contro morbillo, parotite, rosolia e varicella. Questi vaccini, contenendo virus vivi attenuati, non possono essere somministrati in gravidanza, in quanto, a differenza di altri tipi di vaccini (a virus inattivi o anatossine) comportano una minima infezione in grado di provocare una risposta anticorporale materna. Si deve precisare che la controindicazione è a solo scopo cautelativo perché non si sono mai registrati aborti o malformazioni in seguito a somministrazioni accidentali. Anche la vaccinazione contro il papilloma virus non è attualmente consigliata durante la gravidanza, poiché non sono stati effettuati, ad oggi, studi specifici. L’eventuale somministrazione accidentale di tali vaccinazioni (per esempio durante le prime settimane di gestazione quando non è ancora stata fatta diagnosi di gravidanza), sebbene controindicata, non comporta l’indicazione all’interruzione della stessa.

Quando vaccinarsi: prima, durante o dopo la gravidanza?
In previsione di una gravidanza, è assolutamente necessario che la donna sia protetta nei confronti di morbillo-parotite-rosolia e varicella, dato l’elevato rischio per il nascituro, e sia informata sulla necessità di posticipare la gravidanza di un mese dopo la vaccinazione. Nel caso una donna non risulti immune durante la gravidanza, è importante che effettui la vaccinazione dopo il parto. Per le donne in età fertile è sempre buona norma seguire l’apposito calendario vaccinale che comporta, oltre alle vaccinazioni sopradescritte, il richiamo decennale della vaccinazione dTpa, anche se quest’ultima va ripetuta nel terzo trimestre di gravidanza. Infine, è bene ricordare l’importanza assoluta delle vaccinazioni non solo per proteggere noi stessi, ma anche per debellare alcune pericolose malattie infettive e proteggere chi non può essere vaccinato.

Fonti

  • Mazzilli, S., Tavoschi, L., Lopalco, PL., Tdap vaccination during pregnancy to protect newborns from pertussis infection, Ann Ig. 2018, volume 30, issue 4, pages 346-363.

    https://doi.org/10.7416/ai.2018.2226

Ultimo aggiornamento 28-10-2019
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