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Vaccini per adulti: quali sono quelli raccomandati?

Nel più recente Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (2017-2019) vengono indicate alcune vaccinazioni fortemente raccomandate per prevenire le malattie infettive negli adulti che, pur non essendo causa di epidemie, possono comunque provocare gravi problemi alla salute del singolo individuo e della comunità.

Quali sono i vaccini raccomandati negli adulti?

I vaccini che attualmente sono raccomandati negli adulti riguardano tutti i soggetti maggiorenni di entrambi i sessi, con ulteriori specifiche raccomandazioni per le donne in età fertile che intendono avere in un prossimo futuro dei figli, le donne già in gravidanza e gli anziani.

I vaccini raccomandati per gli adulti comprendono:

  • l’antidifterite-tetano-pertosse(dTpa-): negli adulti questa vaccinazione è raccomandata come richiamo ogni 10 anni, per perpetuare la memoria del sistema immunitario. Questa vaccinazione inizia già dai neonati e viene svolta impiegando il vaccino esavalente, un vaccino pediatrico contenente gli antigeni DTPa in concentrazione piena;
  • l’antimorbillo-parotite-rosolia-varicella (MPRV): le donne in età fertile che intendono avere un bambino, insieme ai soggetti di tutte le età che non hanno mai avuto morbillo, parotite, rosolia e varicella, possono sottoporsi a un unico vaccino tetravalente combinato oppure, nella stessa seduta, a due vaccini separati – somministrati in sedi di iniezione diverse –, di cui uno contenente solo l’antivaricella e l’altro il trivalente antimorbillo-parotite-rosolia. Qualora si volessero effettuare le due vaccinazioni in due sedute separate, bisognerà invece aspettare un mese tra un vaccino e l’altro. Per le donne che intendono avere un bambino e che si sono vaccinate, è indicato aspettare almeno un mese dalla somministrazione dei vaccini antimorbillo-parotite-rosolia-varicella prima di procedere al concepimento di un bambino; 
  • l’antipneumococco (PCV/PPSV): il vaccino è raccomandato per gli anziani al di sopra dei 65 anni poiché lo Streptococcuspneumoniae rappresenta la più frequente causa di polmonite e di meningite gravate da alta mortalità per questa fetta di popolazione. Esistono due formulazioni del vaccino: una di tipo “coniugato”, che viene somministrata per prima ed è fatta di frammenti di batterio inattivati legati a una proteina che ne aumenta l’efficacia, e una seconda formula di tipo “polisaccaridico”, composta da antigeni purificati del polisaccaride (il rivestimento) di vari ceppi dello pneumococco, che può essere somministrata dopo almeno 8 settimane dal coniugato. Non è necessario fare entrambi i vaccini: tuttavia, quando ci si vaccina con entrambi, ci si può proteggere verso un numero maggiore di ceppi dello stesso batterio che possono causare l’infezione pneumococcica. Il vaccino anti-pneumococco è altamente consigliato a tutti coloro che hanno patologie di tipo cronico e/o acute in trattamento; pertanto, è indicato rivolgersi al proprio medico curante per sapere se si rientra tra i pazienti candidabili a tale vaccino;
  • anti Herpes Zoster: è attualmente offerto gratuitamente dal piano nazionale sanitario a tutti gli anziani al di sopra dei 65 anni per cui è noto un precedente contatto con il virus della varicella: serve a prevenirne la riattivazione e di conseguenza lo sviluppo dell’herpes zoster e della nevralgia posterpetica, condizioni cliniche altamente invalidanti per l’anziano. Il vaccino anti-zoster è inoltre raccomandato per tutti i soggetti con età superiore o uguale ai 50 anni che abbiano patologie croniche di base in grado di aumentare il rischio di riattivazione del virus della varicella. Anche in questo caso, è opportuno rivolgersi al proprio medico curante o allo specialista di competenza che saprà dare le indicazioni del caso;
  • l’anti-influenzale: raccomandato a tutti ogni anno a partire dai 65 anni di età, agli operatori sanitari e a partire dai 6 mesi di età nei soggetti con malattie croniche o con deficit del sistema immunitario di varia natura già diagnosticati. Le donne che si trovano in stato di gravidanza durante la stagione epidemica, è opportuno che vengano vaccinate anch’esse contro l’influenza ed ad oggi il vaccino anti-influenzale trova indicazione in qualsiasi trimestre della gravidanza, in quanto non risulta ad oggi causare effetti avversi al nascituro, benché siano più numerosi i dati di sicurezza riferiti al secondo e terzo trimestre di gravidanza. Le raccomandazioni delle autorità sanitarie internazionali (ECDC, OMS), e sulla stessa linea da pochi mesi anche quelle italiane, indicano comunque la vaccinazione delle donne in gravidanza a prescindere dal trimestre. Lo specialista di riferimento e il medico curante potranno dare in ogni caso le giuste indicazioni e chiarimenti.

Ognuno dei vaccini menzionati può dare, in generale, effetti collaterali piuttosto comuni che vanno dal dolore al rossore nel sito dell’iniezione fino a cefalea, febbre e dolori articolari. Questi sintomi possono essere trattati all’occorrenza con farmaci antinfiammatori oppure si può attendere la loro risoluzione spontanea nell’arco di alcune ore, tenendo conto che la sicurezza dei vaccini menzionati è comprovata dal loro utilizzo da decenni a livello mondiale.

L’importanza della vaccinazione negli adulti

Conoscere quali sono i vaccini per gli adulti è di fondamentale importanza: la corretta informazione permette di mettere in guardia le categorie più sensibili, come appunto anziani, donne in età fertile o in stato di gravidanza, dai rischi di contrarre malattie infettive, prevenibili appunto con la vaccinazione. Il vaccino diventa, dunque, anche in età adulta, uno strumento di prevenzione contro malattie che potrebbero avere un impatto molto grave sulla salute di ciascun individuo e aiuta a ridurre, nella popolazione generale, la circolazione dei germi patogeni contro cui ci si vaccina.

Fonti

Ultimo aggiornamento:25-07-2020

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