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Vaccini per i neonati: obbligatori e calendario vaccinale
In Italia, la vaccinazione di neonati e bambini segue un calendario vaccinale stabilito per legge. La nuova normativa ha allargato la lista dei vaccini obbligatori: vediamo quali sono quelli considerati obbligatori in età pediatrica e perché.

Quali vaccinazioni erano obbligatorie in passato

Già nel corso dell’800, in alcuni paesi europei era stato introdotto il principio di obbligatorietà vaccinale nel tentativo di ridurre i devastanti effetti del vaiolo sulla popolazione. In Italia, tale obbligo venne introdotto nel 1888 a seguito della legge Crispi-Pagliani, che istituì le fondamenta del sistema sanitario pubblico. In questa legge si trovano già alcuni principi di sanità pubblica utilizzati ancora oggi per prevenire la diffusione delle malattie infettive e per rispondere in modo efficace allo scoppio di un’epidemia. In quel contesto storico, in cui le malattie infettive risultavano una delle prime cause di morte negli adulti e nei bambini, è facile capire per quale ragione la vaccinazione fosse considerata un bene da imporre nel tentativo di salvaguardare la salute di tutti.
Il concetto storico di obbligatorietà, intesa quindi come diritto-dovere del cittadino, si conservò sino alle disposizioni successive che introdussero via via nuovi obblighi vaccinali. Questi venivano suggeriti dalle nuove scoperte scientifiche e supportati dai dati su sicurezza ed efficacia dei vaccini stessi.
Nel 1939 venne introdotta quindi l’obbligatorietà per la vaccinazione contro la difterite, seguita negli anni ’60 dalle leggi che introducevano l’obbligo vaccinale per tetano e poliomielite, e negli anni ’90 da quella per l’epatite B. I vari piani vaccinali susseguitisi nel corso degli anni individuarono via via un numero di vaccinazioni offerte gratuitamente ai bambini e ai nuovi nati le quali, pur non essendo rese obbligatorie per legge, venivano consigliate secondo una tempistica stabilita nei cosiddetti calendari vaccinali.

Perché in Italia esiste un calendario vaccinale?

In Italia la vaccinazione di neonati e bambini è offerta gratuitamente dal sistema sanitario nazionale, secondo uno schema stabilito dal Ministero della Salute. Tale calendario, creato seguendo rigorosi principi scientifici, prevede la somministrazione della dose vaccinale nei momenti in cui il vaccino stesso risulta essere più efficace. Il vaccino è efficace quando riesce a produrre una risposta dell’organismo sufficiente a proteggere nel tempo da una specifica infezione. Tale protezione deve idealmente iniziare prima che il bambino possa essere esposto a quella data malattia, ma allo stesso tempo deve rispettare dei principi di sicurezza. In base a queste considerazioni sono state stabilite le età migliori alle quali somministrare il vaccino e il suo successivo richiamo.

Quali vaccini sono obbligatori per i neonati e i lattanti

La legge n. 119 del 2017 ha disposto che il numero di vaccinazioni da considerarsi obbligatorie sale a dieci. Esse riguardano il vaccino per poliomielite, difterite, pertosse, tetano, emofilo ed epatite B, le cui prime dosi vengono somministrate in tre riprese nel primo anno di vita, e quelli per la rosolia, il morbillo, la pertosse e la varicella che vengono somministrati nel corso del primo anno di vita.
Il Ministero della Salute nello stesso anno, tenendo conto della normativa in vigore, ha predisposto un piano di prevenzione nazionale con l’obiettivo di proteggere la popolazione e i cittadini dalle malattie infettive dalle quali ci si può difendere proprio grazie alle vaccinazioni.
In base a questo piano è stato predisposto il calendario vaccinale che, oltre alle vaccinazioni obbligatorie per legge, prevede la somministrazione in età infantile dei vaccini contro il rotavirus, contro la meningite, contro lo pneumococco, e – prima dell’adolescenza – contro il papillomavirus.

Secondo quali criteri è stato disegnato il calendario vaccinale?

Il calendario vaccinale è stato disegnato secondo alcuni criteri di base, tra cui:

 

  • somministrare la dose giusta di vaccino nel momento in cui esso è più efficace nel proteggere il bambino;
  • somministrare la dose nei tempi giusti in modo che la risposta immunitaria del bambino sia ottimale e duratura nel tempo;
  • evitare la somministrazione contemporanea di vaccini che andrebbero preferibilmente somministrati in sedute separate;
  • ridurre al minimo il disagio per le famiglie, concentrando – quando e se possibile – più vaccinazioni nella stessa seduta.

Questi criteri sono oggetto di attenta e ciclica revisione da parte del Ministero della Salute, che decide il calendario e le sue eventuali modifiche sulla base dei dati e delle pubblicazioni prodotti dalla comunità scientifica internazionale, e sui dati raccolti dal sistema di farmacovigilanza, che valuta la comparsa di possibili effetti collaterali legati ai vaccini e agli altri farmaci: in questo modo, qualunque minimo effetto collaterale viene tempestivamente segnalato e studiato, motivo per cui i vaccini sono farmaci molto sicuri e controllati.

Fonti

Ultimo aggiornamento:26-03-2020

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