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Vaginite: cause, sinotmi, rimedi e prevenzione

Il termine vaginite in medicina indica l’infiammazione della vagina: è una condizione che tende a manifestarsi con secrezioni, che possono essere biancastre o giallastre e maleodoranti, bruciore e prurito. Può avere diverse cause, ma quando le cause dell’infiammazione sono dovute ad agenti patogeni come batteri, funghi e protozoi si può utilizzare il termine vaginosi.

Le cause della vaginite

La vagina, al pari di altri organi umani, possiede un proprio ecosistema (o microbiota) composto da specifici microrganismi. I più importanti tra questi sono i bacilli di Doderlein, specializzati nella produzione di acido lattico e perossido di idrogeno. Queste sostanze contribuiscono a mantenere l’ambiente vaginale a pH acido, con lo scopo di difenderlo da minacce esterne come agenti patogeni. Il pH è una misura che indica il grado di acidità o di basicità dei liquidi biologici e dei tessuti. Un pH pari a 7 è neutro; valori inferiori a 7 indicano acidità (massima quando il pH è 0) e valori superiori a 7 basicità (massima quando il pH è 14). Qualsiasi cosa in grado di alterare il normale ecosistema vaginale e, di conseguenza, il suo pH (generalmente intorno al 4) può causare vaginite. 

In base alla causa scatenante si distinguono diversi tipi di vaginite: 

  • vaginosi batterica: condizione che si manifesta quando i microrganismi di difesa diminuiscono e permettono la proliferazione di agenti patogeni come la Gardnerella e il Mycoplasma;
  • vaginite da funghi: condizione che si manifesta quando il pH vaginale cambia, permettendo ad alcune specie di funghi di attecchire. Nella maggior parte dei casi si tratta di Candida albicans;
  • vaginite da parassiti: è la condizione in cui l’agente patogeno è un parassita chiamato Trichomonas vaginalis;
  • vaginite non infettiva: è un’infiammazione dovuta a diversi fattori come gli assorbenti esterni o interni, i detergenti intimi, le lavande o le irrigazioni vaginali, che possono irritare i tessuti della vagina;
  • altre forme di vaginite: infine, si riconoscono ulteriori forme di vaginite, come la vaginite atrofica, condizione in cui l’infiammazione è causata da alterazioni ormonali tipiche della menopausa, e la vaginite attinica, infiammazione dovuta a terapie radianti utilizzate per la cura di alcuni tumori.

Quali sono i sintomi della vaginite?

I sintomi della vaginite possono includere:

  • cambiamento di colore, odore e/o quantità di secrezioni vaginali;
  • prurito e/o bruciore;
  • irritazioni e dolori durante i rapporti sessuali;
  • minzione dolorosa;
  • leggeri sanguinamenti.

Alcuni segni e sintomi sono caratteristici per alcune forme di vaginite; ad esempio, nei casi di vaginosi batterica, le secrezioni vaginali assumono un colorito bianco-grigiastro e sono maleodoranti. Nei casi di vaginite da funghi, i sintomi principali sono il prurito e il bruciore accompagnati da secrezioni biancastre (simili alla ricotta). Nei casi, invece, di vaginiti da trichomonas (dette anche tricomoniasi) le secrezioni assumono un colore giallo-verdastro e possono essere schiumose.

Prevenzione e rimedi della vaginite

La vaginite è prevenibile, ma è importante adottare alcune precauzioni: 

  • pulirsi da davanti verso dietro ogni volta che si utilizza la toilette: questa semplice e fondamentale azione previene la diffusione di patogeni fecali verso la vagina;
  • non usare saponi troppo aggressivi, e comunque risciacquare completamente il detergente utilizzato;
  • evitare lavande e irrigazioni vaginali se non necessario;
  • utilizzare il preservativo: riduce il rischio di infezioni sessualmente trasmesse.

Il trattamento delle vaginiti è specifico per le diverse tipologie di infiammazione e/o in base al tipo di infezione diagnosticata. Nei casi di vaginosi batterica e vaginite da trichomonas è indispensabile la terapia antibiotica mirata, che sarà assunta sia per via orale che per via locale, o comunque in base alla prescrizione dello specialista. Nei casi invece di vaginite da funghi, il trattamento si baserà sull’utilizzo di antimicotici ad uso locale. Per la vaginite non infettiva invece è necessario individuare e rimuovere la causa di irritazione. Da ultimo, per la vaginite atrofica lo specialista potrà consigliare l’utilizzo di gel e creme a base di estrogeni.
È comunque importante sottolineare che corretti stili di vita come una corretta alimentazione e idratazione e una corretta igiene intima possono prevenire la vaginite.

Fonti

  • Paavonen, J., & Brunham, R. C., Bacterial vaginosis and desquamative inflammatory vaginitis., Massachusetts Medical Society., New England Journal of Medicine, volume 379, issue 23, pages 2246–2254, 2018.

    https://doi.org/10.1056/NEJMra1808418
  • Neal, C. M., et al., Noncandidal vaginitis: a comprehensive approach to diagnosis and management., Mosby Inc., American Journal of Obstetrics and Gynecology, volume 222, issue 2, pages 114-122. 

    https://doi.org/10.1016/j.ajog.2019.09.001
  • Foret, T., et al., FDG PET/CT of Gardnerella vaginalis Infection., Clinical Nuclear Medicine, volume 44, issue 8, pages 660–662, 2019.

    https://doi.org/10.1097/RLU.0000000000002623
Ultimo aggiornamento:02-09-2020

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