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Come si formano le verruche e perchè si contraggono spesso in piscina
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Il termine verruca ha origine latina e indica un’escrescenza carnosa della cute. Si tratta di protuberanze o tumefazioni tipicamente rugose alla superficie. Le sedi del corpo dove più frequentemente compaiono sono mani e piedi; in quest’ultimo caso si parla di verruche plantari. Il colore varia dal bianco-grigio al rosa-marrone; al di là del disturbo estetico, la localizzazione al piede può risultare fastidiosa quando si sta in piedi e specialmente mentre si cammina o si fa sport.

Perché si formano le verruche?
Le verruche plantari sono causate da vari sottotipi del papilloma virus. Il virus infetta i cheratinociti, le cellule più comuni dell’epidermide, facendole proliferare in modo anomalo: è così che si creano queste formazioni di tessuto in eccesso, che partono dagli strati basali della cute.

Perché il contagio è frequente in piscina?
Il modo più semplice con cui si trasmette il virus è il contatto diretto con le lesioni di qualcun altro o perfino con le proprie: in quest’ultimo caso si parla di auto-inoculazione, per cui la lesione viene trasmessa da una parte all’altra del proprio corpo. Tuttavia, anche con il contagio indiretto si verifica la medesima situazione: il contatto con le squame delle verruche che cadono e si depositano a terra in zone umide di luoghi molto affollati (come le docce e le saune di piscine e palestre), dà luogo alle medesime lesioni.

Rimedi contro le verruche
Contro le verruche si possono adottare diverse opzioni: una visita dermatologica è il presupposto fondamentale per stabilire con uno specialista l’approccio più corretto. Si può anche non intervenire e attendere che la lesione, specie quando è molto piccola e non determina particolari fastidi, regredisca spontaneamente. Se si decide invece di intervenire, l’opzione più frequente è il ricorso a farmaci topici – cioè da applicare localmente - a base di acido salicilico, che distruggono lo strato di cheratina in eccesso. Una possibilità è poi rappresentata dalle terapie fisiche, che sfruttano freddo, calore o raggi laser. Alternative farmacologiche ai prodotti a base di salicilati (come per esempio gli agenti che modulano il sistema immunitario) sono invece molto rare e da riservare ai casi più estremi. I rimedi naturali come trattamenti a base di piante medicinali (aglio e celidonia, per fare un esempio), sono molto utilizzati nella prassi, ma poco efficaci. La migliore soluzione, come sempre, è la prevenzione. Con i giusti accorgimenti si può scongiurare il rischio di infezioni. Per prima cosa è indispensabile evitare il contatto diretto con le proprie lesioni, se già presenti e, a maggior ragione, con quelle altrui. Non si consiglia poi di camminare a piedi nudi in piscina o negli spogliatoi, condividere asciugamani, ciabatte e oggetti per la cura personale.

Requisiti igienico-ambientali delle piscine
La prevenzione passa, oltre che dai comportamenti individuali, anche da quelli collettivi e dal rispetto delle norme igienico-sanitarie da parte dei gestori di luoghi pubblici e affollati, dove i germi possono facilmente proliferare.  La Disciplina Interregionale delle Piscine, del giugno 2004, contiene tutte le indicazioni utili in merito.

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