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I virus del raffreddore comune: rhinovirus e coronavirus

Quali sono i virus del raffreddore? Alcuni virus causano questo fastidioso (ma comune e non di certo grave) disturbo: i responsabili sono principalmente i rhinovirus e i coronavirus. Vediamo nel dettaglio cosa fanno al nostro organismo.

Cos’è il raffreddore comune e quali sono i virus che lo causano
Il raffreddore comune rappresenta la sindrome infettiva di più comune riscontro a livello mondiale, nel bambino e nell’adulto. In genere ha un impatto modesto sulla salute e si caratterizza per manifestazioni quali mal di gola, starnutazione, secrezione e congestione nasale, tosse. Una definizione precisa è difficile, perché l’entità dei segni e dei sintomi è estremamente variabile. Inoltre, gli agenti scatenanti sono numerosissimi: nella fattispecie, si tratta di vari tipi di virus, nella metà dei casi rhinovirus. In tutti gli altri casi sono implicati coronavirus e altri agenti quali gli adenovirus, il virus respiratorio sinciziale, e i virus parainfluenzali.

I rhinovirus, la principale causa del raffreddore
I rhinovirus sono la principale causa del raffreddore comune, così chiamati perché durante l’antichità si pensava che la sintomatologia fosse legata all’abbassamento delle temperature. I rhinovirus sono responsabili di circa un episodio di raffreddore all’anno negli adulti (sui tre che capitano mediamente), e fino a sei episodi in epoca infantile. Nei paesi a clima temperato, come l’Italia, vi è una chiara stagionalità con picchi in primavera e autunno. La trasmissione avviene mediante le particelle aerosoliche eliminate con tosse e starnuti o per contatto mano-naso o mano-occhi: le mucose nasali e congiuntivali sono le porte d’ingresso privilegiate. Esistono oltre 150 tipi di rhinovirus, ma le manifestazioni cliniche sono le stesse. Il periodo d’incubazione dura 2-7 giorni.
Il raffreddore non rappresenta però l’espressione clinica esclusiva. Sono descritte, sebbene in una minoranza di casi, anche sinusite e otite media, nonché polmonite ed esacerbazione di patologie croniche quali asma e bronchite. Queste manifestazioni riguardano per lo più soggetti con difese immunitarie indebolite.
Manifestazioni più intense, talora gravi (per esempio, importante polmonite), si osservano in soggetti con serie disfunzioni del sistema immunitario. Non esistono terapie e vaccini specifici per questi virus.

La seconda causa più comune del raffreddore: i coronavirus
I coronavirus sono di cinque tipi e sono responsabili di infezione delle alte vie respiratorie dopo un periodo d’incubazione di circa 2-4 giorni. La stagionalità prevalente è, anche qui, inverno-primavera, e anche il quadro clinico è pressoché sovrapponibile a quello dei rhinovirus. Differente è il discorso per due tipi specifici di coronavirus, responsabili di infezioni respiratorie gravi, ovvero la Sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus (o MERS, dall’inglese Middle East Respiratory Syndrome) e la Sindrome Respiratoria Acuta Grave (o SARS, dall’inglese Severe acute respiratory syndrome): la prima è presente solo in paesi medio-orientali, la seconda diede origine a un’epidemia in Estremo Oriente all’inizio del decennio scorso.

Il raffreddore comune: diagnosi, prevenzione e trattamento
Il raffreddore comune è in genere auto-limitante: i sintomi scompaiono solitamente in 7-10 giorni. La diagnosi è eminentemente clinica, spesso fatta dalla stessa “vittima” dei virus del raffreddore in quanto solo in laboratori specializzati si può risalire alla causa esatta. Non essendo disponibili terapie specifiche antivirali nei confronti dei principali colpevoli, ovvero rhinovirus e coronavirus, il trattamento è sintomatico e serve a ottenere sollievo dai disturbi più fastidiosi: negli adulti si possono usare decongestionanti nasali e antistaminici. Nei bambini, anche le irrigazioni nasali possono dare beneficio. Non esistono vaccini quali strumenti preventivi, a differenza di ciò che avviene per l’influenza, ma come per l’influenza il rispetto di alcune regole può aiutare a ridurre la trasmissione da persona a persona.
Per esempio, è buona norma evitare contatti stretti con soggetti raffreddati nonché lavarsi le mani dopo aver manipolato oggetti da questi toccati. Chi è raffreddato a sua volta deve rispettare l’etichetta della tosse, coprendosi naso e bocca quando si tossisce e si starnutisce, smaltendo correttamente i fazzoletti usati per pulire il naso.

Fonti

Ultimo aggiornamento 28-11-2019
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