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Camomilla: definizione, funzioni e usi medicinali

La camomilla è una pianta medicinale tra le più antiche di quelle conosciute, è molto diffusa e riconoscibile: i suoi fiori gialli e simili alle margherite si trovano facilmente in prati e giardini. Gli estratti vegetali sono parte integrante della nostra salute: il loro utilizzo ha origini molto antiche e risale agli albori della storia dell’umanità.

Cos'è la camomilla e quali sono le sue proprietà principali

Una delle erbe più comuni, utilizzate per scopi medicinali è, appunto, la camomilla, i cui estratti sono preparati dai fiori della specie Matricaria. La camomilla è una pianta erbacea annuale, 10-30 cm di altezza, aromatica, originaria del vecchio continente (è indigena nel nord Europa) e diffusa in tutto il mondo.
Cresce ovunque anche in Italia: in luoghi erbosi e nei terreni incolti, in pianura, vicino al mare, in collina e nelle zone submontane. Fiorisce da maggio a settembre; i fiori sono riuniti in capolini e si raccolgono in estate. Si tratta di piccole piante appartenenti alla famiglia delle margherite Asteraceae (note anche come Compositae). Esistono due varietà, vale a dire: Camomilla comune (Chamomilla recutita o Matricaria chamomilla) e Camomilla romana (Chamaemelum nobile o Anthemis nobilis). Queste due specie sono strettamente correlate botanicamente e chimicamente, cioè possiedono qualità e proprietà abbastanza simili; tuttavia, la Camomilla comune è il tipo più diffuso e utilizzato per scopi curativi. La parte della pianta utilizzata è rappresentata dai capolini, dai cui fiori si ottengono estratti fluidi, tinture, l’olio essenziale e altri preparati galenici. Per la preparazione di infusi, tè e tisane si utilizzano gli estratti ricavati dai capolini seccati. I fiori di camomilla contengono molti antiossidanti, terpenoidi e flavonoidi che contribuiscono alle sue proprietà benefiche. Dagli estratti ottenuti dai capolini si ottiene un olio essenziale ricco di α-bisabololo, che ha azione antinfiammatoria. L’olio essenziale di camomilla è ampiamente utilizzato in cosmetica e aromaterapia. I preparati di camomilla sono comunemente usati per alleviare molti fastidi, come insonnia, disturbi gastrointestinali e spasmi della muscolatura liscia intestinale.

Uso storico della camomilla come agente terapeutico in medicina tradizionale e popolare

La camomilla è una delle piante medicinali più antiche, ampiamente utilizzate e ben documentate al mondo ed è stata raccomandata per una varietà di applicazioni curative. Gli estratti ricavati dai suoi fiori possono essere utilizzati come tisana per favorire il sonno e combattere lo stress e per le sue proprietà spasmolitiche negli stati infiammatori della mucosa del tratto gastrointestinale. Quando prepariamo una tisana, le mucillagini si liberano durante il processo di infusione ed esercitano un’azione protettiva sulla mucosa gastrica. È consigliata per alleviare i fastidi durante la dentizione dei neonati. Gli impacchi di camomilla sono utilizzati per la guarigione delle ferite e il trattamento delle afte, per dare sollievo agli occhi affaticati e per ridurre borse e occhiaie. 

Usi medicinali dimostrati dai dati clinici

I numerosi dati clinici e le evidenze scientifiche riconosciute a livello mondiale, che hanno avvalorato l’utilizzo degli estratti di camomilla in campo medico, hanno permesso all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di redigere una monografia completa dedicata agli usi medicinali di questa pianta. Gli infusi di fiori camomilla sono indicati per: 

  • il trattamento dei fastidi associati ai disturbi digestivi come dispepsia, gonfiore epigastrico, digestione difficoltosa e flatulenza;
  • il trattamento dell’irrequietezza e nei casi di insonnia dovuta a disturbi nervosi.

Inoltre, la monografia redatta dall’OMS sulla base delle evidenze scientifiche e cliniche indica l’utilizzo di questa pianta anche per inalazione come rimedio sintomatico delle irritazioni del tratto respiratorio dovute al raffreddore e come uso esterno per curare:

  • infiammazione e irritazione della pelle e delle mucose (screpolature della pelle, contusioni, assideramento e punture d’insetti, emorroidi);
  • irritazioni e infezioni della bocca e delle gengive.

Utilizzo della camomilla come antispastico e per i dolori addominali

Gli usi descritti nelle Farmacopee e nei sistemi di medicina tradizionale indicano la camomilla come coadiuvante nel trattamento di infiammazioni lievi del tratto gastrointestinale. In Italia il Ministro della Salute ha riconosciuto gli effetti benefici, facendo riferimento agli estratti di fiori e capolini e all’olio essenziale di Camomilla matricaria, sulla salute, in questo modo: 

  • migliora la funzione digestiva; 
  • regola la motilità gastrointestinale ed eliminazione dei gas; 
  • ha una azione emolliente e lenitiva per disturbi gastrointestinali (sistema digerente); 
  • favorisce il rilassamento (sonno) e il benessere mentale;
  • regola il processo di sudorazione;
  • migliora la funzionalità delle mucose dell'apparato respiratorio.

Altre piante di uso comune e riconosciute dal decreto ministeriale per avere un’azione emolliente, lenitiva e migliorare la funzione digestiva sono: la malva, il finocchio, l’aloe, l’avena, l’alloro, l’orzo, la camomilla romana, l’anice stellato e la piantaggine.
Sono state sviluppate diverse preparazioni di camomilla, la più popolare delle quali è la tisana, consumata più di un milione di tazze al giorno. Un consiglio, per garantire un corretto utilizzo della pianta: è meglio scegliere la camomilla sfusa rispetto a quella in bustina. In questo modo, è possibile controllare la qualità e l’effettiva presenza dei fiori, parametro che, invece, non può essere constatato quando la camomilla è in bustina. Infatti, quando vogliamo preparare una tisana di camomilla bisogna tenere a mente che la parte della pianta che contiene i principi attivi è costituita appunto dai capolini seccati, che possono essere conservati in contenitori di vetro ben chiusi e protetti dalla luce.

Fonti

Ultimo aggiornamento:20-08-2020

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