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Cefalea da sforzo: possibili cause e prevenzione

Il mal di testa dopo lo sport, potrà sembrare strano, è più diffuso di quanto si pensi. Sebbene sia noto che il rischio di molti disturbi e malattie, dalla malattia coronarica al diabete, all’obesità, si riduca con una regolare attività fisica, è stimato che, in una percentuale di persone variabile tra il 12% e il 30%, l’esercizio fisico e lo sport si accompagnano a mal di testa. Questo disturbo può avere un impatto importante sulle prestazioni degli atleti, tanto che gli esperti parlano di una vera e propria sindrome: la cefalea da sport, o mal di testa da sforzo. Il problema è particolarmente rilevante tra gli adolescenti e i giovani, con percentuali di soggetti colpiti da mal di testa dopo lo sport che arriva al 35%, secondo uno studio condotto tra studenti universitari e pubblicato nel 2001 sul British Journal of Sport Medicine da SJ Williams e H Nukada, dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda.

Quali sono i diversi tipi di mal di testa 

Quello associato allo sport o allo sforzo fisico è solo una delle varie tipologie mal di testa, e non tutte si accompagnano o sono causate dal movimento: le principali sono emicrania e cefalea di tipo tensivo. L’emicrania è un problema molto diffuso, che colpisce il 12% della popolazione adulta, in particolare le donne. È un dolore martellante o pulsante che si avverte tendenzialmente in un solo lato del cervello, ma a volte è anche bilaterale. Circa un quinto delle persone abitualmente soggette a emicrania riferiscono che gli attacchi avvengono in concomitanza con lo sport, anche se alcuni studi suggeriscono che una moderata attività fisica può essere di beneficio per ridurre la frequenza delle crisi. La cefalea di tipo tensivo, invece, si manifesta con un dolore costrittivo che viene avvertito in tutta la testa: è forse la forma di cefalea più comune nella popolazione. Tendenzialmente, migliora praticando regolare attività fisica e, quindi, di solito non è un problema tra gli sportivi.

Cefalea da sport: quali sono le cause principali e chi ne soffre di più?

Le cause del mal di testa da sport non sono ancora state totalmente chiarite. I meccanismi direttamente coinvolti a livello del sistema nervoso centrale sono poco noti, ma sono state avanzate alcune ipotesi plausibili: 

  • la prima è che l’attività fisica attivi direttamente le fibre nervose coinvolte nella trasmissione e nella percezione del dolore
  • la seconda è che il cervello soffra delle forti sollecitazioni del movimento.

Gli studi condotti finora hanno chiarito un dato importante della cefalea da sport: a esserne particolarmente colpite sono le persone che soffrono di cefalea anche nella vita normale, segno che l’attività fisica è accompagnata da qualche fattore scatenante. È come se il corpo aumentasse la tendenza al mal di testa già presente nei soggetti predisposti.

Altre possibili cause di cefalea da sforzo

Il mal di testa da sport, potenzialmente, può essere causato anche dagli adattamenti che il sistema cardiovascolare deve avere per far fonte allo sforzo fisico. L’aumento della pressione sanguigna, e poi il successivo calo, possono produrre uno stress ai vasi del cervello che può dare origine alla cefalea. La correlazione con il dolore non è chiara, ma la sintomatologia è evidente in sport come il sollevamento pesi, in cui le variazioni di pressione sono notevoli e repentine. Un fattore importante da considerare è che molti sport hanno un certo rischio di traumi cranici, anche quando non sono percepiti come tali (basti pensare al colpo di testa nel calcio): si calcola che il 4% circa delle cefalee degli sportivi siano l’esito di un trauma. Se una persona soffre di cervicale, infine, le sollecitazioni dello sport possono aggravare ulteriormente la sintomatologia.

Prevenire la cefalea da sforzo

Se si soffre di mal di testa dopo lo sport o dopo uno sforzo fisico intenso, l’obiettivo dovrebbe essere quello di prevenire i sintomi. Per esempio, si possono evitare condizioni ambientali che possono favorirli, come il caldo, l’umidità e la quota elevata. Se il problema persiste, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico di fiducia per accertamenti o per una terapia farmacologica.

Fonti

Ultimo aggiornamento:24-09-2020

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