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Come scegliere il cuscino: consigli per la cervicale
Cuscini in piuma d’oca, in materiale sintetico o memory foam: quale cuscino scegliere per dormire meglio? Quale dovrebbe essere il materiale più adatto per evitare l’insorgenza di dolori alla colonna vertebrale cervicale e alla schiena? Questa scelta, apparentemente banale, è in grado di influenzare il nostro benessere, migliorando il nostro riposo notturno, che occupa circa un terzo della nostra vita, riducendo i dolori ed evitando problematiche respiratorie. Il cuscino sbagliato, infatti, può provocare dolore cervicale (cervicalgia), cefalea e sensazione di intorpidimento o formicolio (parestesie) agli arti superiori.
Esistono infatti alcune pratiche per dormire bene, che è opportuno conoscere per assicurare il corretto alternarsi tra fasi REM (Rapid Eye Movement) e fasi non REM (Non Rapid Eye Movement), fondamentale per un sonno ristoratore

Scegliere il cuscino per la cervicale

La scelta della forma ideale del cuscino da utilizzare durante la notte dipende innanzitutto dalla posizione in cui si è soliti riposare. L’obiettivo è quello di far rimanere la colonna vertebrale cervicale e la testa correttamente allineate rispetto al tronco. In questo modo, la testa non sarà né spostata in avanti, con una flessione eccessiva del collo, né troppo indietro, con estensione del rachide cervicale. Per questo motivo, un cuscino che non garantisce un sufficiente supporto alla testa, può peggiorare il riposo notturno e provocare cervicalgia (dolore al rachide cervicale), cefalea (mal di testa), rigidità, spasmi e contratture muscolari.
Per chi dorme in posizione supina, sarebbe preferibile un cuscino piuttosto basso, ma dotato di un supporto nella parte più bassa, a sostegno del collo.
Chi è abituato a dormire a pancia in giù (in posizione prona) deve essere consapevole che tale posizione è la meno indicata per la colonna vertebrale per le rotazioni a cui la costringe. In questa posizione, sarebbe opportuno preferire un cuscino molto sottile, o addirittura non utilizzarlo, al fine di evitare di sollevare eccessivamente la testa, estendendo la colonna vertebrale cervicale.
Le persone che dormono sul fianco dovrebbero preferire un cuscino in grado di assicurare maggior sostegno, possibilmente conformato in modo da supportare la testa, sostenendola tra l’orecchio e la spalla, e mantenendola allineata al tronco. Uno studio scientifico, realizzato in Corea alla fine del 2019 e pubblicato nel mese di gennaio 2020, ha confermato che un cuscino di altezza sufficiente per sostenere la testa e il collo può aiutare la qualità del sonno dei soggetti che dormono su un fianco.

Come scegliere il cuscino?

Oltre alla forma del cuscino, anche il materiale può condizionare il riposo notturno. Esistono infatti cuscini in cotone, in lattice, in memory foam, in piuma d’oca, realizzati in materiali naturali oppure, al contrario, in materiale plastico.
Negli ultimi anni è sempre più diffuso l’utilizzo di cuscini memory foam, che meglio si adattano alla forma della testa e del collo, e sono consigliabili soprattutto per chi riposa in posizione supina. Lo studio coreano pubblicato nel 2020 sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, suggerisce ai pazienti con dolore e fatica cervicale di preferire cuscini in lattice o memory foam, per assicurare un migliore supporto al collo, essendo questi materiali meno soffici e più elastici. Uno studio pubblicato nel 2019 sullo European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine ha valutato pazienti con degenerazione della colonna vertebrale cervicale: se questi pazienti sono abituati a riposare su un cuscino in lattice, possono trovare beneficio nel sostituirlo con un cuscino in poliestere.

Con quale frequenza sostituire il cuscino?

Alcuni siti specializzati suggeriscono di sostituire il cuscino dopo circa 18 mesi di utilizzo, in particolare per la presenza di allergeni (che possono provocare riniti allergiche) o acari della polvere. L’utilizzo di una federa può prolungare la durata del cuscino, ma deve essere sostituita e lavata con regolarità per evitare possibili problematiche allergiche. Esistono poi alcuni materiali anallergici, come il poliestere, che possono ridurre l’insorgenza di disturbi allergici e respiratori.

Fonti

Ultimo aggiornamento:26-03-2020

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