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Dieta iposodica e diminuzione dell'apporto di sale

Lo sapevano già i nostri antenati secoli fa e lo afferma da tempo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità: una dieta ricca di sale fa male. Recenti studi hanno dimostrato che avere voglia di mangiare salato, oltre ad essere una cattiva abitudine alimentare, può nascondere bisogni legati alla sfera psicologica che vanno dalla necessità di affermazione di sé al bisogno di calore e vitalità. 

Qual è la quantità massima di sale da consumare ogni giorno?

L’OMS ha stilato alcune linee guida per il consumo giornaliero di sale e ha indicato in 5 grammi (pari ad un cucchiaino di caffè) la soglia massima da non superare. Gli effetti negativi di questo alimento sono riconducibili principalmente al sodio, presente in buone quantità nel sale: in un solo grammo infatti ne sono contenuti circa 400 mg. Controllare la propria alimentazione facendo attenzione all’apporto di sale assunto è fondamentale a tutte le età per non incorrere in disturbi anche gravi. È bene ricordare però che possiamo assumerlo anche in forme diverse dal canonico granello: spesso infatti è “nascosto” in alimenti elaborati e quindi assorbito inconsapevolmente. Qualche esempio per fare un po’ di chiarezza: 

  • 300 g di pizza contengono ben 2 grammi di sale
  • 50 g di pane 0,2 g
  • 50 g di parmigiano 0,3 g
  • 50 g di prosciutto crudo 1,3 g
  • 50 g di prosciutto cotto 0,4 g
  • 50 g di salame, ben 0,8 grammi 

L’associazione di alcuni alimenti può dunque portare ad assumere il sale in una quantità che può superare il limite giornaliero, a cui sarebbe bene attenersi. 

Cosa succede se usiamo troppo sale

Varie sono le malattie che possono essere causate da un consumo eccessivo di sale. In primis, un aumento della pressione arteriosa, che può portare a gravi malattie a carico dell’apparato cardiovascolare. Tra le patologie legate all'ipertensione, quelle a maggior rischio, sono l'infarto del miocardio e l’ictus celebrale. Il primo è causato dalla morte di una parte del cuore, a causa del mancato apporto di sangue, il secondo invece provoca la morte delle cellule di un’area del cervello.
Un consumo eccessivo di sale può avere un ruolo fondamentale anche nell’insorgenza di malattie cronico-degenerative, quali tumori dell’apparato digerente, osteoporosi, una malattia sistemica dell'apparato scheletrico che aumenta la fragilità ossea e, da ultimo, malattie renali. Di minor rilievo sono gli inestetismi della pelle, come la cellulite, fastidiosi dal punto di vista estetico.

Una dieta iposodica per diminuire l’apporto di sale

Per ovviare a numerosi disturbi, fisici ed estetici, i medici consigliano di incentrare il proprio regime alimentare su una dieta iposodica: sono da preferire dunque cibi sani, conditi con poco sale o salati naturalmente; da centellinare invece i prodotti alimentari preconfezionati, come snack salati, patatine in sacchetto o cibi in scatola. Pertanto, è bene scegliere prodotti a basso contenuto di sale, ossia inferiore a 0,3 grammi per 100 g di prodotto. L’ultimo consiglio è quello di assumere quantità minime di sale iodato e fare attenzione agli alimenti che contengono “sale mimetizzato” ovvero descritto con una nomenclatura diversa dalla canonica; ad esempio il dado contiene il glutammato di sodio.

5 mosse pratiche per consumare meno sale

Nel 2018, gli esperti della World Action on Salt and Health, durante la Settimana Mondiale per la Riduzione del Consumo alimentare di Sale, hanno stabilito 5 pratiche regolette che possono aiutare a frenare l’assunzione giornaliera di sale:

  1. Fare attenzione ai prodotti da forno: fare una scelta tra pane, crackers e grissini.
  2. Preferire frutta e verdura fresche: nel caso di prodotti in scatola, prima di consumarli è bene ricordarsi di scolarli e risciacquarli a fondo.
  3. Utilizzare le spezie: erbe aromatiche, spezie, aglio e limone sono un’alternativa pratica e salutare.
  4. Eliminare la saliera dalla tavola: per non incoraggiare l’aggiunta di sale ai cibi portati in tavola è meglio lasciarlo nella dispensa.
  5. Controllare sempre l'etichetta: prima di acquistare esaminare l'etichetta dei prodotti può essere una buona prassi. In questo modo si possono scegliere cibi meno salati ed essere consapevoli del reale apporto di ognuno. 

Fonti

Ultimo aggiornamento:13-08-2020

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