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Disturbi del sonno: tipologie rimedi e farmaci ipnotici

I disturbi del sonno sono molteplici e sempre più diffusi: secondo i rilievi di diversi studi, come riporta il Journal of Clinical Sleep Medicine, circa un terzo della popolazione adulta ha sperimentato almeno uno dei sintomi dell’insonnia. La difficoltà di addormentamento, i risvegli notturni e la stanchezza al risveglio sono alcuni dei disturbi che incidono sulla quantità e sulla qualità del nostro riposo. Ma non possiamo fare a meno di dormire perché il sonno ricopre un ruolo fondamentale per la nostra salute e il nostro benessere quotidiano. Capiamo come distinguere i disturbi del sonno lievi da quelli gravi e quando è bene rivolgersi al medico di fiducia.

I disturbi del sonno lievi: come riconoscerli 
I disturbi del sonno possono presentarsi con intensità e frequenza diverse e avere, quindi, un impatto più lieve o più incisivo sulla nostra salute e sulle nostre attività quotidiane. Grazie ai recenti aggiornamenti della letteratura scientifica, il personale medico può contare su un approccio diagnostico più dettagliato per distinguere i disturbi del sonno più leggeri da quelli che necessitano di un vero e proprio trattamento farmacologico. I disturbi del sonno sono considerati lievi se:

  • sono presenti da meno di tre mesi;
  • la loro frequenza non supera le tre notti a settimana;
  • la loro intensità non incide in modo pesante sulle attività quotidiane: non impedisce cioè di continuare a svolgerle come d’abitudine, senza particolari limitazioni.

I rimedi naturali per i disturbi del sonno lievi

Generalmente, le difficoltà del sonno più lievi si manifestano a seguito di un brusco cambiamento di orari (come accade durante il jet lag) oppure dopo un periodo particolarmente stressante. Il trattamento dei disturbi “soft” è solitamente costituito da integratori a base di sostanze che favoriscono il rilassamento e l’addormentamento, come:

  • la melatonina: questa sostanza viene naturalmente prodotta dal nostro organismo per regolare il ciclo sonno-veglia, ma in alcuni periodi la sua sintesi può essere carente. L’integrazione di melatonina può contribuire a ridurre i tempi di addormentamento, facilitando il rilassamento dell’organismo;
  • gli estratti di melissa (Melissa officinalis), passiflora (Passiflora incarnata), valeriana (Valeriana officinalis) e luppolo (Humulus lupulus): possono migliorare la qualità del sonno, aiutare il rilassamento e quindi l’addormentamento, contrastare i risvegli notturni.

I rimedi naturali risultano spesso ben tollerati, con scarsi effetti collaterali, motivo per cui l’autosomministrazione è molto frequente. È bene ricordare, però, che il medico curante può fornirci un prezioso aiuto per individuare un trattamento integrativo personalizzato privo di rischi.

Patologie del sonno: quando è meglio rivolgersi al medico di fiducia
Se i disturbi del sonno hanno una durata maggiore ai tre mesi e una frequenza superiore alle tre volte a settimana, ci troviamo di fronte a una delle disfunzioni (o patologie) del sonno. Le conseguenze di un cattivo sonno possono incidere negativamente sulla vita sociale e lavorativa e ridurre la qualità della vita. Una chiacchierata con il proprio medico di fiducia può fornire un’efficace valutazione del problema e una pianificazione terapeutica. Il trattamento farmacologico dei disturbi più gravi della sfera del sonno si basa principalmente sull’uso di farmaci ipnotici. Questa classe di farmaci possiede un’azione sedativa molto rapida perché vengono assorbiti con grande facilità nel nostro sistema nervoso centrale. Per questo sono efficaci nell’indurre velocemente il sonno, ma la loro assunzione prolungata può portare ad assuefazione. Nella somministrazione di queste terapie risulta quindi fondamentale la guida di un esperto.

Fonti

Ultimo aggiornamento 29-10-2019

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