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Fotofobia: cause, relazione con l'allergia e possibili cure

La fotofobia, dal greco photo- “luce” e -phobia “paura”, è un sintomo caratterizzato da intolleranza, per fastidio o addirittura dolore oculare, a seguito dell’esposizione alla luce solare o a intensa illuminazione artificiale. Le sue cause sono molte e possono essere sia oculari che extra-oculari. Per quanto riguarda le cause oculari, queste sono sicuramente le più frequenti, in quanto tutti gli stati infiammatori e infettivi dell’occhio possono determinare tale sintomatologia. Tra le patologie oculari che possono causare questo sintomo riveste un ruolo anche la congiuntivite allergica, particolarmente la cheratocongiuntivite primaverile, detta cheratocongiuntivite Vernal (vernal keratoconjunctivitis, VKC).

Le cause della fotofobia?

La fotofobia può essere la manifestazione di disturbi di varia natura, sia oculari che extra-oculari (in particolare neurologici, psichiatrici e farmacologici); pertanto, a seconda di quale sia la sua causa primaria, questo quadro clinico può associarsi o meno a un corteo di altri sintomi molto diversi tra loro e da correlare alla causa medica determinante il sintomo stesso. Le patologie oculari che possono causare fotofobia sono molte e possono colpire diversi compartimenti dell’occhio. Tra queste sono da menzionare:

  1. patologie infiammatorie/infettive dell’occhio, quali le congiuntiviti, le blefariti, le uveiti, il calazio, etc;
  2. patologie oculari congenite o degenerative, quali il cheratocono, il glaucoma, la cataratta, le distrofie retiniche, la retinite pigmentosa, etc.
  3. conseguenza di traumi oculari, quali le abrasioni corneali, etc.

Fotofobia e allergia: quale è la correlazione

La congiuntivite allergica può determinare fotofobia, anche se si tratta di un’evenienza piuttosto rara nelle forme più comuni di congiuntivite allergica, soprattutto se adeguatamente trattate. Come noto, la congiuntivite allergica è un’infiammazione della membrana superficiale dell’occhio, la congiuntiva, dovuta a un’allergia verso sostanze disperse nell’aria dette “allergeni”, quali ad esempio pollini, acari della polvere, spore di muffe, derivati epidermici di animali, etc. I suoi sintomi caratterizzanti sono il prurito oculare e I’iperemia congiuntivale (il cosiddetto “occhio rosso”), ai quali si possono associare meno frequentemente altri sintomi oculari, tra cui appunto la fotofobia. Questa forma di malattia allergica dell’occhio è spesso associata al coinvolgimento anche delle prime vie aeree, in particolare alla rinite allergica, configurando nel noto quadro di rino-congiuntivite allergica. Una congiuntivite allergica non diagnosticata o non trattata può determinare fotofobia direttamente, se la risposta allergica è molto intensa, o indirettamente, se a causa del grattamento o di altro traumatismo applicato su un occhio già infiammato, il paziente si procura delle abrasioni corneali (escoriazioni/graffi a livello della cornea, la parte più anteriore del bulbo oculare).
Un tipo particolare di congiuntivite allergica che si associa invece molto frequentemente alla fotofobia è la Cheratocongiuntivite Vernal (VKC). Questa patologia oculare rientra tra i disturbi allergici dell’occhio e colpisce prevalentemente la popolazione pediatrica. Se ne distinguono una variante perenne – rara – e una forma stagionale, con remissione nel periodo tardo-autunnale e riacutizzazione nella stagione primaverile, da cui il nome di cheratocongiuntivite primaverile o Vernal.
A differenza della semplice congiuntivite allergica, la VKC è un’affezione abbastanza rara ed è caratterizzata da un quadro di severa congiuntivite e cheratite; in questa patologia, dunque, l’infiammazione non interessa soltanto la congiuntiva ma anche la cornea. In caso di trattamento non adeguato, gli esiti oculari di questa patologia possono essere permanenti; perciò è molto importante riconoscerla e indirizzare i pazienti in centri di riferimento per questa patologia.

I pazienti con VKC presentano classicamente i seguenti sintomi oculari:

  • prurito oculare severo
  • lacrimazione
  • occhio rosso
  • secrezioni oculari dense
  • fotofobia.

Fotofobia: quale può essere la cura

La terapia della fotofobia dipende dalla sua causa clinica. Quando la fotofobia è dovuta a una forma allergica, la prima linea terapeutica è rappresentata da antistaminici locali o da formulazioni in collirio con attività sia antistaminica che di “stabilizzante di membrana”. Tuttavia, nel sospetto di una cheratocongiuntivite allergica è sempre necessaria una valutazione specialistica sia oculistica che allergologica, poiché tali terapie risultano nella maggior parte dei casi insufficienti e si rendono spesso necessari cicli di terapia con cortisonici o immunosoppressori topici.

Fonti

  • Vichianond, P. et al, Vernal keratoconjunctivitis: a severe allergic eye disease with remodeling changes. Pediatr Allergy Immunol., volume 25, issue 4, pages 314-22, 2014.

    https://doi.org/10.1111/pai.12197
  • Ono, SJ., et al, Allergic conjunctivitis: update on pathophysiology and prospects for future treatment. J Allergy Clin Immunol., volume 115, issue 1, pages 118-22, 2005.

    https://doi.org/10.1016/j.jaci.2004.10.042
Ultimo aggiornamento:22-05-2020

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