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Fratelli gemelli: qualche consiglio per mamma e papà
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Cosa c’è di più affascinante da osservare di due esseri simili, strettamente legati da un legame profondo e unico, frutto di una interazione nata nelle prime fasi della vita? La gemellarità rappresenta un’esperienza che evoca mistero e straordinarietà, complicità e intimità allo stesso tempo, in una comunicazione di coppia che inizia già nell’utero, come hanno evidenziato alcuni studi. Contatti intrauterini tra gemellini via via più complessi sono stati infatti registrati tramite ecografia dalla dodicesima settimana di gestazione in poi.

Gemelli veri o gemelli diversi?
Quando vediamo due gemellini, la prima domanda che ci poniamo di solito è: sono gemelli veri (monozigoti) o diversi (eterozigoti)? I gemelli monozigoti originano dallo stesso oocita fecondato da una singola cellula, che si è diviso generando due organismi con lo stesso patrimonio genetico: hanno lo stesso sesso, lo stesso gruppo sanguigno, sono spesso identici fisicamente, ma non psicologicamente. I gemelli eterozigoti (o dizigoti) derivano dalla fecondazione di oociti distinti da parte di cellule diverse. Da un punto di vista genetico, le caratteristiche dei gemelli eterozigoti sono distinte, come nel caso di due fratelli: i gemellini eterozigoti possono nascere anche di sesso diverso.

Caratteristiche dei gemelli: la tendenza a formare una coppia
I gemelli stanno insieme fin dai primi momenti di vita, formando una coppia di esseri in vicinanza, simili per aspetto, età, biologia e vissuto: probabilmente, imparano a essere una coppia prima di prendere coscienza della propria esistenza. Una relazione, quella tra gemellini, che può essere così gratificante da creare una relazione di autosufficienza. In questo contesto, l’angoscia creata dalla separazione di un gemellino dalla mamma, dovuta alla sua assenza, può essere minore rispetto a quella generata dalla separazione del co-gemellino. Tendono a fidarsi l’uno dell’altro, a capirsi al volo, a ricevere un conforto emotivo spontaneo… evocando talvolta il timore del rischio di chiusura della coppia di gemellini nei confronti del mondo esterno. A questa condivisione di emozioni, di pensieri, a questo linguaggio segreto che può unirli, alcuni autori hanno addirittura attribuito delle proprietà telepatiche. Fatto sta che i gemelli tendono ad assumere ruoli complementari, diventando inseparabili.

La necessità di acquisire una identità propria
La tendenza a formare una coppia può tuttavia generare delle tensioni durante l’adolescenza, periodo in cui la necessità di acquisire un’identità propria si fa strada: questo rapporto simbiotico può talora sfociare in manifestazioni di aggressività dovute alla percezione del gemello come una limitazione alla libertà e ostacolo all’acquisizione della propria identità. La conflittualità può assumere connotazioni negative, per la difficoltà di recidere un rapporto così speciale, ma che ormai viene percepito come angosciante e riduttivo. Altre problematiche poste dalla relazione tra gemelli possono essere rappresentati da fenomeni di gelosia o di rivalità, ma anche dalla difficoltà di trovare delle persone in grado di capirli quanto il gemello: insomma, una situazione abbastanza complessa.

Ai genitori, gli esperti consigliano di:

  • evitare di trattare la coppia di gemelli come se fossero un tutt’uno per evitare di favorire la formazione di una sottounità all’interno del gruppo familiare;
  • cercare di individuare i bisogni di ciascun bambino, per cercare di equilibrare le dinamiche familiari;
  • avere rapporti individuali con ciascuno dei due: sia il padre che la madre dovrebbero cercare di sviluppare dei legami personalizzati con ciascun figlio.

Fonti

Ultimo aggiornamento 29-10-2019
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