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Gambe pesanti: cause, sintomi e rimedi

Sentirsi le gambe pesanti dopo una giornata di lavoro o un’attività sportiva intensa può essere normale. Ma, quando la sensazione di pesantezza dura più di tre giorni, occorre indagarne la causa. Il disturbo, infatti, potrebbe essere spia di una patologia da monitorare e curare per tempo. Nella maggior parte dei casi, le gambe pesanti sono causate da problemi di circolazione sanguigna periferica, ma possono essere anche dovute a eccessivo affaticamento o a problemi neurologici. Vediamoli nello specifico e scopriamo come trattare questo disturbo.

Le principali cause delle gambe pesanti

Sensazione di pesantezza, gonfiore, difficoltà nel muoversi, sono tutti sintomi delle gambe pesanti. Il primo passo per trovare un rimedio a questo disturbo è capire da cosa sia provocato. Impresa non facile, perché le cause delle gambe gonfie sono molte e diverse. L’insufficienza venosa, la difficoltà del sangue a tornare verso il cuore, è la principale responsabile. Si tratta di una condizione che in molti casi può inficiare la qualità della vita. Secondo uno studio realizzato dalla Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, l’insufficienza venosa è una patologia che peggiora lo stile di vita di chi ne soffre fin dalla comparsa del primo edema, e che in alcuni casi è debilitante tanto quanto altre patologie croniche, come il diabete o le patologie polmonari. 

I disturbi che provocano gambe pesanti sono molti, ma i principali sono:  

  • vene varicose (tipico esempio di insufficienza venosa): si tratta di vene ingrossate, di colore bluastro e dall’aspetto nodoso. Interessano soprattutto le donne, possono diffondersi su gambe e piedi e di solito insorgono con l’avanzare dell’età, durante la gravidanza (a causa della fluttuazione degli ormoni e dell’aumento della pressione esercitata dall’utero), durante la menopausa, in caso di obesità o familiarità e nelle persone che passano molto tempo in piedi o sedute. Si sviluppano perché le valvole che si trovano all’interno delle vene (e che permettono il flusso sanguigno a senso unico verso il cuore, evitando che il sangue torni indietro o ristagni) smettono di funzionare correttamente. Quando le pareti delle vene si assottigliano e perdono la loro elasticità (per le cause citate prima) compromettono il buon funzionamento delle valvole al loro interno. In questo modo, il sangue non fluisce più in modo continuo e a senso unico, ma torna indietro o ristagna, provocando gonfiore e ingrossamento della vena (varicosi);
  • sindrome del sovrallenamento: si tratta di tutti quei sintomi che insorgono quando ci si sforza e ci si allena oltre le proprie capacità fisiche, senza rispettare adeguati tempi di recupero. Le gambe pesanti sono uno dei sintomi di chi soffre di questa sindrome, che interessa sia atleti professionisti sia non agonisti. Il sovrallenamento deve essere distinto dalla semplice “fatica” sperimentata dall’atleta al temine del ciclo di allenamento e che è normale sia presente: questa infatti rappresenta una sorta di superlavoro necessario per ottenere prestazioni via via superiori. La fatica può essere recuperata in due settimane al massimo, mentre il sovrallenamento può permanere anche dopo lunghi periodi di riposo e va curato facendosi seguire da medici e professionisti specializzati;
  • sindrome delle gambe senza riposo: un disturbo neurologico che causa un bisogno impellente di muovere le gambe. Colpisce soprattutto le donne e può comparire a fasi alterne, rendendo difficile la diagnosi. Questo disturbo è dovuto alla disfunzione del sistema dopaminergico, vale a dire a una riduzione eccessiva (che avviene soprattutto di sera) dei livelli di dopamina, importante neurotrasmettitore che controlla, tra le altre cose, i nostri movimenti. Ciò comporta anche una sensazione di pesantezza alle gambe e un’insonnia costante (perché il disturbo si intensifica la notte). In ogni caso, la corretta diagnosi può essere fatta solo da un medico in seguito a una visita neurologica.

Esistono poi altre patologie che possono causare gambe pesanti, come: 

  • insufficienza renale: i reni hanno l’importante funzione di regolare l’equilibrio idrico e salino del nostro corpo e di eliminare sostanze dannose o estranee al nostro organismo. Quando smettono di funzionare causano diverse complicazioni, tra cui la ritenzione idrica che provoca gonfiore a gambe e caviglie;
  • pre-eclampsia: chiamata anche gestosi, è un disturbo che si verifica in gravidanza e provoca un innalzamento eccessivo della pressione del sangue che comporta, tra gli altri sintomi, anche la formazione di edemi (gonfiori) alle gambe;
  • tromboflebite: i coaguli di sangue possono provocare rigonfiamenti delle vene che a loro volta provocano infiammazioni dei vasi sanguigni. Può causare gonfiore e indolenzimento alle gambe; 
  • trombosi venosa profonda: si tratta dell’ostruzione di una vena causata dalla formazione di un grumo di sangue (trombo); tra i suoi sintomi vi sono gambe pesanti e gonfie, soprattutto in prossimità della vena occlusa;
  • ernia del disco: la compressione delle radici nervose nella zona lombare può causare la sensazione di stanchezza o pesantezza a una gamba o a entrambe (stenosi vertebrale).

I sintomi delle gambe pesanti

Le gambe pesanti, come abbiamo visto, sono esse stesse sintomo di un disturbo specifico.
Per capire se ne soffriamo occorre prestare attenzione ad alcuni segnali:

  • arti inferiori doloranti
  • sensazione di stanchezza alle gambe
  • rigidità
  • gonfiore
  • sensazione di pesantezza alle gambe
  • difficoltà a muoversi.

Gambe pesanti: quali sono i rimedi consigliati

Per trattare in modo efficace le gambe pesanti bisogna prima di tutto individuarne la causa. Se la sensazione di pesantezza e gonfiore non passa dopo pochi giorni, se si associa a dolore improvviso, febbre o rossore della parte interessata, se peggiora e limita qualsiasi movimento, è bene farsi visitare dal proprio medico di fiducia.
In caso di vene varicose, i rimedi vanno dall’utilizzare calze a compressione, a praticare regolare attività fisica fino, nei casi più gravi, al trattamento chirurgico.
Per la sindrome da sovrallenamento, occorre osservare un lungo periodo di riposo e farsi seguire da medici e allenatori professionisti per riprendere gli allenamenti. In caso di sindrome da gambe senza riposo, i rimedi principali sono rappresentati dai farmaci: spetterà allo specialista identificare la terapia più adatta al paziente.
Se si soffre di ernia del disco si può intervenire, inizialmente, con una terapia farmacologica a base di antidolorifici, miorilassanti e farmaci corticosteroidi. Si può trattare questo disturbo anche con fisioterapia, elettrostimolazione o, nei casi più gravi, intervento chirurgico.
Per l’insufficienza renale è opportuno eliminare la causa scatenante della patologia (infezione, disidratazione, ecc.) e trattare il disturbo bilanciando i fluidi corporei con liquidi e farmaci diuretici e assumendo farmaci per controllare i livelli di potassio nel sangue, sempre sotto osservazione medica. Nei casi più gravi, si possono proporre sessioni di dialisi temporanee per eliminare le sostanze dannose o estranee accumulate dal nostro organismo.
La trombosi venosa profonda deve essere trattata tempestivamente con farmaci anticoagulanti e, in casi gravi, con il trattamento chirurgico (trombectomia). In caso di tromboflebite, invece, il medico può consigliare di indossare calze o bendaggi elastici che favoriscono il ritorno del sangue al cuore e bloccano la formazione di trombi, fare regolare attività fisica e, nei casi più seri, iniziare una terapia farmacologica a base di antiinfiammatori e anticoagulanti, in modo da evitare che la tromboflebite diventi una trombosi venosa profonda.
La pre-eclampsia si risolve con il parto, perché è una condizione che insorge durante la gravidanza e termina alla nascita del bimbo, e solo in casi limitati può perdurare ancora qualche settimana in seguito alla nascita. Quello che si consiglia, durante la gravidanza, è far riposare a letto la madre, possibilmente su un fianco, controllare periodicamente la pressione arteriosa, limitare l’assunzione di sale e, in casi particolari, somministrare solfato di magnesio per prevenire le crisi convulsive.
Oltre a questi rimedi specifici, è utile anche variare l’alimentazione e lo stile di vita, cercando di praticare regolare attività fisica. Anche i rimedi naturali possono aiutarci, da assumere sempre secondo il parere del medico, soprattutto in caso di patologie conclamate. Infusi o integratori a base di biancospino, cipresso e vite rossa possono essere molto utili per alleviare la sensazione di pesantezza. Il biancospino è ricco di flavonoidi e acidi fenolici, aiuta a regolare la funzionalità dell'apparato cardiovascolare e regola la pressione sanguigna. Il cipresso è ricco di tannini, polifenoli e flavonoidi che lo rendono utile per regolare il microcircolo. La vite rossa, infine, è ricca di flavonoidi, vitamine e minerali ed è molto utile per la funzionalità del microcircolo e dell’apparato cardiovascolare nel suo complesso.

Fonti

Ultimo aggiornamento:26-05-2020

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