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Lavanda: proprietà, benefici e aromaterapia

La lavanda è associata generalmente alla biancheria profumata e al profumo di pulito. Il suo utilizzo risale già agli antichi Romani, che erano soliti profumare con la lavanda l’acqua in cui si lavavano: da qui pare ebbe origine il nome della pianta. Infatti, il nome lavanda prende origine dal termine latino lavare. Inoltre, i fiori e le foglie essiccate venivano usati per profumare la biancheria. La lavanda è un piccolo arbusto diffuso in Italia, sempreverde, alto da 40 a 100 cm, con cespi irregolari e fiori blu-viola riuniti nella tipica infiorescenza a spiga; è detta anche “spighetta di San Giovanni” per il suo periodo di fioritura che avviene intorno al solstizio d’estate, ed è conosciuta per le proprietà aromatiche.

Proprietà terapeutiche della lavanda

La lavanda è conosciuta fin dai tempi più antichi: i suoi estratti erano usati per preparare rimedi naturali antiemetici, antisettici, analgesici, igienizzanti, antinevralgici, rilassanti e per curare i dolori muscolari. Gli estratti di lavanda trovano largo impiego nella cosmesi come ingredienti di trattamenti per la cura della pelle, saponi biologici e lozioni delicate. L'olio essenziale più usato in profumeria è quello di lavanda. I fiori di lavanda conservano a lungo il loro aroma anche secchi: è infatti consuetudine mettere dei sacchetti di lavanda nei cassetti per profumare la biancheria. Le parti della pianta utilizzate sono i fiori, le sommità fiorite e l’olio essenziale. L’uso tradizionale degli estratti di lavanda è stato avvalorato dagli studi scientifici. Le proprietà terapeutiche sono:

  • favorisce il rilassamento (sonno, in caso di stress);
  • favorisce il normale tono dell'umore;
  • migliora la funzione digestiva;
  • regola la motilità gastrointestinale e l’eliminazione dei gas.

Utilizzo della lavanda e aromaterapia

L’olio essenziale di lavanda si ottiene esponendo le infiorescenze della pianta a una corrente di vapore. Può essere usato per alleviare i sintomi lievi dello stress mentale e dell'affaticamento e per conciliare il sonno. Queste indicazioni si riferiscono all’“uso tradizionale”: le basi razionali di un completo sviluppo clinico degli oli essenziali trovano oggi riscontro nell’aromaterapia, che considera la somministrazione degli oli essenziali principalmente per inalazione, ma anche attraverso l’utilizzo topico e tramite preparazioni orali. E la lavanda conosce gli usi più svariati. Come tale, l’olio essenziale si presta meravigliosamente, opportunamente diluito, a venire impiegato per bagni rilassanti, pediluvi tiepidi contro i piedi gonfi, per massaggi sui muscoli doloranti, per alleviare il mal di testa e i disturbi delle vie respiratorie, per distendere i nervi. Semplicemente qualche goccia di olio essenziale può essere diluita nell’acqua e diffusa nell’aria che respiriamo attraverso l’utilizzo di diffusori di essenze: oltre a mantenere l’ambiente in cui viviamo (come la casa e l’ufficio) pulito e igienizzato, l’inalazione avrà effetti positivi sulla nostra salute. Respirare quest’aria profumata di lavanda ha sicuramente effetti rilassanti e antistress. Molti altri sono gli oli essenziali che possono essere diffusi nell’aria e usati in aromaterapia; i più comuni – come gli oli essenziali di timo, melissa, citronella, arancio (dolce e amaro), limone, tea tree, bergamotto, eucalipto, geranio, rosmarino, salvia, menta, origano, pompelmo, cipresso e molti altri ancora –, hanno effetti benefici sulla nostra salute.

Fonti

Ultimo aggiornamento:23-07-2020

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