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Punture di medusa: effetti e rimedi utili

Le meduse sono animali marini a forma di “polipo rovesciato”, di colore quasi trasparente. Per nutrirsi o per difendersi da eventuali predatori utilizzano i tentacoli, dei piccoli organi contenenti una sostanza urticante e velenosa. Le loro punture sono molto fastidiose e provocano bruciore, arrossamento, prurito e dolore.

Cosa fare per evitare di essere punti dalle meduse
Specialmente nelle zone marittime dove è forte la presenza di meduse, è importante che venga ben segnalata la possibilità di incontrare questi animali, perché i bagnanti ne siano consapevoli. Quando si è in acqua, l’unica protezione efficace al 100% è la muta, che però risulta spesso scomoda e poco pratica; fortunatamente esistono altri rimedi, meno drastici, ma comunque utili. Sul mercato si trovano creme per il mare, di solito associate ai comuni filtri solari che contengono le stesse sostanze che alcune  animali marini,  come il pesce pagliaccio,  utilizzano per difendersi dalle meduse. Allo stesso tempo rendono scivolosa la pelle, riducendo il contatto con i tentacoli e bloccando l’attivazione degli organi che rilasciano le sostanze urticanti. È infine utile sapere che le meduse si muovono verticalmente, dal fondo verso la superficie, spostandosi con le correnti: non sono dunque loro che vanno verso l’uomo ma (seppur involontariamente) è il contrario. Tenendo presente questo sarà più facile evitarle.

Puntura di medusa: cosa fare?
Nonostante tutte le precauzioni del caso, ogni anno i morsi di medusa colpiscono una gran quantità di bagnanti. Quando succede per prima cosa bisogna mantenere la calma e, se necessario, chiedere l’aiuto di qualcuno per uscire rapidamente dall’acqua. Nel caso di contatto con zone delicate, come gli occhi o la bocca, è consigliabile recarsi presso un presidio medico, una mossa necessaria anche in tutti i casi - fortunatamente rari - di soggetti molto suscettibili, in cui la reazione da localizzata diventa sistemica. Il più delle volte le punture sono curabili seguendo dei comportamenti molto semplici. Per prima cosa, lavare con acqua di mare la parte colpita: da sola o mescolata a un po’ di bicarbonato, elimina eventuali residui di filamenti e diluisce la tossina. Un rimedio efficace sono i gel a base di alluminio, che restringono i pori della pelle, hanno funzione lenitiva e in questo modo bloccano il rilascio di tossine. Le creme cortisoniche e antistaminiche, invece, esercitano il loro effetto dopo circa mezz’ora da quando sono applicate; sono dunque inutili per reazioni poco diffuse, che nel giro di pochi minuti si autolimitano. È importante poi non grattare, strofinare o premere con sabbia e altri oggetti caldi: si rischia soltanto di favorire l’ulteriore diffusione delle tossine presenti sulla pelle.
Una volta risolto l’episodio di prurito acuto, immediatamente successivo alla puntura, è bene evitare di esporre al sole la zona colpita, per evitare la possibile formazione di macchie scure sulla pelle.

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