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Microbiota e celiachia: perché è necessario evitare una dieta troppo ricca di grassi

La celiachia è una malattia autoimmune caratterizzata dall’intolleranza al glutine che si verifica in soggetti predispostied è scatenata dall’esposizione della mucosa intestinale al glutine. Il glutine consiste in un complesso proteico contenuto in vari cereali, come ad esempio il frumento, l’orzo, la segale, il kamut, il farro, la spelta, il triticale. Il contatto tra glutine e mucosa intestinale scatena una reazione infiammatoria di origine autoimmune che sfocia in un progressivo danneggiamento dei villi intestinali e in problemi di malassorbimento dei nutrienti. Si tratta di una malattia che colpisce prevalentemente il piccolo intestino, ma che in definitiva ha ripercussioni su tutto l’organismo. Può manifestarsi con vari sintomi ma i più classici sono:

  • nei bambini, diarrea cronica, ritardo di crescita, calo di peso, carenze nutrizionali;
  • negli adulti, disturbi intestinali ricorrenti ai quali possono aggiungersi sintomi variabili, come ad esempio anemia da carenza di ferro, stanchezza cronica, afte ricorrenti, lesioni della pelle (dermatite erpetiforme), turbe della riproduzione, perdita di massa ossea.

Allo stato attuale, l’unica terapia per la celiachia consiste nell’eliminazione totale del glutine dalla dieta per tutta la vita

La relazione tra celiachia ed equilibrio del microbiota

La prevalenza della celiachia (cioè la porzione di persone affette da celiachia nella popolazione) è in aumento. In Italia, circa un milione di persone sarebbe affetto da questa malattia: questi dati sono emersi durante l’ultimo convegno scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia. L’ipotesi attualmente più accreditata in merito a questo aumento riconosce l’importanza del microbiota nel condizionare lo stato di salute della persona celiaca.
Il sistema digerente ospita infatti centinaia di miliardi di microrganismi che costituiscono la flora intestinale (o microbiota). Esiste una relazione vitale tra il microbiota e il funzionamento dell’intestino: il microbiota svolge un ruolo critico nei processi di digestione, nella trasformazione dei polisaccaridi non digeriti in monosaccaridi (a loro volta convertiti in acidi grassi a catena corta), nella sintesi di alcune vitamine, nella risposta immunitaria e comportamentale. Per poter svolgere i suoi numerosi compiti, è però necessario che il microbiota rimanga in uno stato di equilibrio, o di eubiosi, e che i microrganismi protettivi siano in equilibrio con i microrganismi potenzialmente dannosi. Molti studi hanno infatti rilevato che la perdita dell’equilibrio presente nella flora intestinale può portare a un’alterazione della funzione immunitaria e aumentare il rischio di malattia. Lo stato di alterazione del microbiota, chiamato disbiosi, è caratterizzato da:

  • crescita eccessiva di microrganismi potenzialmente dannosi a scapito dei microrganismi protettivi;
  • perdita di diversità del microbiota, dovuta alla perdita di ricchezza, di varietà di specie batteriche.

Lo squilibrio tra batteri buoni e cattivi può portare a una reazione infiammatoria e alterare la barriera intestinale, portando a un aumento della permeabilità della parete intestinale. La barriera intestinale, costituita da uno strato di muco, il microbiota e l’epitelio intestinale, svolge una importante funzione di protezione, proteggendo l’organismo da antigeni alimentari, tossine esterne, batteri e altri agenti potenzialmente dannosi. Secondo vari studiosi, l’aumento della permeabilità intestinale permetterebbe l’entrata di antigeni o altri agenti dannosi nell’organismo, diffondendoli nella circolazione sanguigna e linfatica e innescando una risposta infiammatoria cronica. Recentemente, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che l’aumento dei casi di celiachia potrebbe essere legato in qualche modo all’uso di un enzima di origine microbica, la transglutaminasi, utilizzato sempre più spesso nell’industria come colla alimentare per migliorare la struttura e l’aspetto di vari composti, come ad esempio alcuni prodotti derivati dalla carne, dal latte o alcuni prodotti da forno. La capacità di questo enzima di cambiare la struttura delle molecole causerebbe un aumento del carico antigenico che viene presentato al sistema immunitario.

Microbiota e celiachia: il ruolo delle diete ad alto contenuto di grassi

Il microbiota può essere alterato da vari fattori, come la dieta, l’assunzione di antibiotici, alcune infezioni o lo stress. In vari studi condotti in soggetti celiaci, è emersa l’esistenza di alterazioni nella composizione del microbiota, rispetto a soggetti sani, nonché una diminuzione di alcuni tipi di batteri benefici, come i bifidobatteri e i lattobacilli, con un aumento di alcune enterobatteriacee potenzialmente dannose per la salute.
La disbiosi riscontrata nei soggetti celiaci tende a persistere sia durante la fase di remissione della malattia, sia in coloro che seguono una dieta senza glutine. Questa gioca un ruolo chiave nella composizione del microbiota intestinale e sembra che nelle persone celiache che seguono una dieta senza glutine vi sia spesso una eccessiva assunzione di grassi. Le diete ad alto contenuto di grassi si sono dimostrate in grado di indurre una disbiosi intestinale, associata a un aumento della permeabilità intestinale e ad infiammazione. Recentemente, un gruppo di ricercatori ha preso in rassegna i risultati di 27 studi relativi agli effetti della dieta sul microbiota intestinale. Dall’analisi di questa grande quantità di dati è emerso che una dieta ad alto contenuto di grassi cambia la composizione della flora batterica del topo, inducendo alterazioni riproducibili, cioè riscontrabili nei vari studi.
In conclusione, in caso di celiachia, è consigliabile porre una maggiore attenzione alla composizione della dieta, pur seguendo una dieta senza glutine, comunque fondamentale per la terapia di questa condizione. È necessario evitare un consumo eccessivo di grassi, adottando una dieta bilanciata e ricca di fibre, in grado di favorire la crescita di batteri benefici e di correggere l’eventuale disbiosi.

Fonti

Ultimo aggiornamento:23-07-2020

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