Cerca
Back Torna agli articoli
Share Save
Microbiota: troppi grassi modificano la flora intestinale

Secondo un recente studio, pubblicato sulla rivista British Medical Journal, una dieta ricca di grassi può alterare la composizione del microbiota intestinale, riducendo il rapporto tra alcune specie batteriche, in particolare tra Firmicutes e Bacteroidetes, compromettendo la normale funzione della barriera intestinale e determinando un aumento del rilascio di molecole pro-infiammatorie.

Cos’è il microbiota?

Il microbiota è costituito da miliardi di microrganismi, soprattutto batteri che, messi insieme, arrivano a pesare circa 1 kg e mezzo. Si tratta di un vero e proprio organo che influisce molto sulla nostra salute, svolgendo varie funzioni:

  • è una barriera di difesa contro gli agenti patogeni: alcuni batteri del microbiota (lattobacilli e bifidobatteri) producono una sostanza chiamata butirrato che deriva dalla fermentazione dei carboidrati e, appunto, impedisce il passaggio ai batteri “nemici”;
  • stimola il sistema immunitario localizzato lungo tutto il tratto gastrointestinale, ricchissimo di cellule deputate alle difese dell’organismo (linfociti, macrofagi, cellule dendritiche), mantenendolo in piena efficienza e pronto a rispondere ad aggressioni esterne;
  • partecipa alla digestione di alcuni nutrienti (carboidrati complessi e proteine);
  • interviene nella sintesi e nel metabolismo delle vitamine (vitamina K e vitamine del gruppo B);
  • contribuisce a mantenere integra la barriera intestinale, limitando il passaggio di microrganismi patogeni e sostanze allergizzanti e facilita il passaggio di nutrienti essenziali.

Il microbiota può avere una correlazione con varie condizioni come, ad esempio, obesità, fegato grasso, allergie e alcune malattie autoimmuni. Il motivo del grande interesse da parte degli scienziati è probabilmente dovuto al fatto che, mentre alcuni fattori (quali età, sesso e caratteristiche genetiche) non sono modificabili, il microbiota invece lo è. Esso ha infatti una composizione variabile, influenzata da vari fattori, sia modificabili che non:

  • età
  • sesso
  • stato di salute generale
  • assunzione di farmaci
  • stile di vita
  • dieta.

Dieta e microbiota: qual è la correlazione?

La diversità delle specie batteriche che costituiscono il microbiota cambia a seconda delle nostre abitudini, del tipo di dieta e del modo in cui trattiamo gli alimenti. Infatti, la composizione della flora intestinale varierà se mangiamo o meno frutta e verdura, carne e pesce, cibi trasformati e conservati; se, ad esempio, laviamo frutta e verdura con disinfettanti per alimenti; se mangiamo cibi crudi o cotti; se beviamo alcolici o, ancora, assumiamo probiotici.

Dieta ricca in grassi: come può alterare il microbiota intestinale

L’obesità e i disordini metabolici sono in aumento: la causa principale è il cambiamento delle abitudini alimentari che si sta orientando verso un regime dietetico sempre più ricco di grassi, a discapito dei carboidrati. Tutto ciò potrebbe influire sulla salute del microbiota intestinale. Lo studio citato in precedenza ha infatti valutato l’effetto di tre diverse diete sul microbiota e sul profilo infiammatorio: una dieta povera di grassi (circa il 20%), una dieta a moderato apporto di grassi (circa il 30%) e, infine, una dieta ricca di grassi (circa il 40%). La conclusione è stata che una dieta ricca di grassi saturi, presenti in alimenti di origine animale (carni, burro), unitamente all’assunzione di alimenti molto calorici, può stimolare la proliferazione di ceppi batterici che promuovono l’infiammazione; per contro, una dieta a ridotto contenuto di grassi ma ricca di carboidrati non raffinati (cereali integrali, frumento, segale) e fibre (carboidrati non digeribili) apporta benefici alla flora intestinale rispetto a tutti questi parametri.

Microbiota e dieta sana: qual è la relazione

Una dieta diversificata che include frutta, verdura, ortaggi, legumi, carni bianche, pesce e bevande come tè, caffè e vino rosso (assunte moderatamente) può favorire la diversità del microbiota. Diversi studi, oggetto di una analisi pubblicata nel 2019 sulla rivista Cell Host & Microbe, hanno confermato che il microbiota più sano in assoluto appartiene a quelle popolazioni che si nutrono di cibi naturali, crudi, non modificati e che assumono spesso yogurt naturali e probiotici. Infine, va ricordato che i batteri intestinali prediligono cibi ricchi di fibre vegetali che si trovano soprattutto in broccoli, cipolle, cardi, carote, porri, cavolo nero, finocchi e frutti fibrosi, come fichi secchi, castagne secche, datteri secchi e prugne secche, carrube.

Fonti

  • Bisanz, JE., et al. Meta-analysis Reveals reproducible gut microbiome alterations in response to a high-fat diet. Cell Host Microbe. volume 26, issue 2, pages 265-272, 2019.

    https://doi.org/10.1016/j.chom.2019.06.013
Ultimo aggiornamento:20-04-2020

Ultimi articoli pubblicati