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Perchè si sbadiglia? Cause e funzioni di questo fenomeno
Prima di chiederci perché sbadigliamo, è bene precisare che lo sbadiglio è un movimento involontario generato dal nostro cervello per mantenersi sveglio, diminuire la temperatura interna o affrontare un cambio di altitudine. Scientificamente, lo sbadiglio viene definito come un’ampia apertura involontaria della bocca, unita a una lunga e profonda inalazione di aria, seguita da una lenta espirazione attraverso la bocca. Questo movimento involontario viene generalmente seguito da una sensazione di benessere e rilassatezza. Uno sbadiglio dura in media 5 secondi ed è spesso “contagioso” tra persone vicine.

Perché sbadigliamo? Per mantenerci svegli e rinfrescare il nostro cervello

Nei secoli scorsi, lo sbadiglio è stato associato a una migliore ossigenazione del sangue. Secondo questa credenza, lo sbadiglio era necessario per “far cambiare aria” al cervello poiché favoriva l’uscita di anidride carbonica e aumentava l’ingresso di ossigeno. Tale ipotesi è stata scartata dagli studiosi già da molti anni, ma nel frattempo la ricerca sull'origine dello sbadiglio è continuata, ed è tuttora in corso. Le principali ipotesi che gli esperti hanno individuato per spiegare perché sbadigliamo, indicano la funzione dello sbadiglio come:

  • anti-sonnolenza: secondo i ricercatori ci sarebbe una stimolazione meccanica dei grossi vasi sanguigni presenti nel collo e a livello cerebrale, come le carotidi, che darebbe “la sveglia” al nostro cervello nel momento di maggiore assopimento. La stimolazione di queste arterie favorirebbe anche il rilascio di ormoni dall’azione eccitante, come l'adrenalina, che aiuterebbero il nostro organismo a mantenere uno stato di veglia;
  • regolazione della temperatura interna del cervello: nel 2010 il Dipartimento di Neuroscienza dell’Università di Ginevra ha pubblicato uno studio proponendo una nuova funzione fisiologica dello sbadiglio come regolatore della temperatura cerebrale. È stato, infatti, osservato in modelli animali che la temperatura cerebrale, prima dello sbadiglio, era più elevata e si riduceva nei 3 minuti successivi. La profonda inalazione di aria durante lo sbadiglio aiuterebbe a dissipare calore facilitando la diminuzione della temperatura intracranica;
  • adattamento a diverse altitudini: quando saliamo in ascensore sperimentiamo un piccolo cambiamento di altitudine che spesso stimola lo sbadiglio. I condotti uditivi “intrappolano” l’aria in eccesso durante lo spostamento e devono ricostituire, il prima possibile, l’equilibrio tra la pressione dell’orecchio e la pressione esterna. Tale funzione è comunque secondaria, dato che nel nostro organismo la deglutizione assolve già a questo compito.

Sbadiglio: empatia e neuroni specchio

Numerose prove scientifiche indicano che la suscettibilità allo sbadiglio è ridotta in coloro che soffrono di disturbi riguardanti le interazioni sociali. Gli individui poco empatici, e scarsamente propensi al contatto sociale, sarebbero meno influenzati dalla visione di qualcuno che sta sbadigliando. Nei soggetti con un buon livello di empatia si osserva invece una forte risposta involontaria alla visione di uno sbadiglio.
Un’ulteriore ipotesi per spiegare perché lo sbadiglio è contagioso sarebbe la presenza di neuroni specchio, una tipologia di cellule nervose diffuse soprattutto nelle zone frontali cerebrali. Questi neuroni ci permettono di imparare per imitazione: grazie ad essi, infatti, possiamo ripetere un movimento o la pronuncia di una parola sconosciuti fino a quel momento. Se stiamo guardando qualcuno che sbadiglia, è molto probabile che i nostri neuroni specchio si attivino per farci imitare l’azione suscitando una “catena” di sbadigli. Se le persone che ci circondano sono famigliari o amici la probabilità di imitare lo sbadiglio è ancora più elevata poiché l’empatia innescata dalla vicinanza affettiva è ancora più forte e i neuroni specchio ancora più “attivi” nell’imitazione.

Fonti

Ultimo aggiornamento:26-03-2020

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