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Periodo fertile: come calcolarlo e riconoscere i sintomi

Per ogni donna, biologicamente, il periodo fertile ha un duplice significato: si riferisce sia ad alcuni giorni del mese in cui una donna ha la possibilità di rimanere incinta grazie alla liberazione di un ovocita durante l’ovulazione, sia al periodo in cui questo fisiologico fenomeno avviene, e cioè dal menarca (prima mestruazione) alla menopausa.
La conoscenza del proprio corpo e la capacità di calcolare il periodo fertile sono di grande importanza per una donna sia per procrastinare una gravidanza, sia per programmarla. Tale rilevanza è data dal fatto che il periodo preconcezionale, cioè il periodo che precede il concepimento, che avviene durante il periodo fertile, è il momento ideale per mettere in atto tutti quegli stili di vita per evitare un qualsiasi esito avverso della riproduzione, come ad esempio l’assunzione giornaliera di acido folico o vitamina B9; che da solo riduce il rischio di avere difetti di chiusura del tubo neurale del feto, cioè la struttura embrionale da cui originerà il sistema nervoso.

Calcolo del periodo fertile: come fare?

Il ciclo ovarico è schematicamente suddiviso in tre distinte fasi, regolate ognuna da ormoni diversi: la fase follicolare, detta anche pre-ovulatoria, la fase ovulatoria e la fase luteinica, detta anche post-ovulatoria. È proprio in prossimità, durante e immediatamente dopo l’ovulazione che la fertilità è massima e di conseguenza la probabilità di gravidanza. Il calcolo del periodo fertile è tanto più affidabile quanto più è regolare il ciclo mestruale. In un ciclo di ventotto giorni, l’ovulazione avviene al quattordicesimo giorno; quindi il periodo fertile va dal dodicesimo al sedicesimo giorno. Esistono diverse tecniche per il calcolo del periodo fertile:

  • metodo di Ogino-Knaus (o del calendario): conoscendo la durata del proprio ciclo, si sottraggono 14 giorni dalla presunta data del successivo flusso mestruale ed il giorno ottenuto è quello della probabile ovulazione;
  • metodo di Billings o del muco cervicale: il metodo di Billing si basa su uno dei principali sintomi del periodo fertile, cioè il muco cervicale. Quanto più le perdite cervicali sono rappresentate da muco chiaro, elastico e filante (a chiara d’uovo), tanto più si è vicini al momento dell’ovulazione e quindi al periodo fertile;
  • metodo della temperatura basale (o ciclotermico): basato sulla capacità del progesterone (un ormone che viene prodotto dopo l’ovulazione) di causare un rialzo della temperatura corporea di 0,2-0,5 gradi centigradi. La temperatura basale è la temperatura rilevata al risveglio prima di eseguire qualsiasi attività.

Tutti questi metodi possono essere utilizzati anche da donne che hanno il ciclo mestruale irregolare, bisogna ricordare però che tra i tre, in caso di irregolarità mestruali, il metodo del calendario è quello meno indicato. Molti studi hanno dimostrato l’efficacia dei metodi per il calcolo del periodo fertile; tale efficacia viene calcolata con il numero di gravidanze indesiderate durante l’applicazione del metodo. Ebbene, l’applicazione perfetta dei metodi ha dato risultati diversi: il metodo ciclotermico, anche se applicato perfettamente, ha comportato 1 gravidanza indesiderata su cento, il metodo del muco cervicale tre su cento, mentre il metodo del calendario nove su cento. L’applicazione dei metodi fuori dal contesto di studio invece ha dato risultati diversi: 25 gravidanze indesiderate su cento.

I sintomi del periodo fertile

L’avvicinarsi del periodo fertile è scandito da alcuni sintomi e segni tipici. I sintomi del periodo fertile sono: 

  • aumento delle secrezioni vaginali (muco), che appare più chiaro, filante ed elastico;
  • aumento della temperatura basale;
  • cambio di posizione della cervice che si presenta più morbida e più centrale.

Inoltre, si possono presentare 

  • spotting, ovvero piccole perdite di sangue scuro
  • sensazione dolorosa in corrispondenza di una delle due ovaie
  • ritenzione idrica e/o gonfiore addominale.

Questi sintomi possono variare durante la vita di una donna, ad esempio presentarsi dopo una gravidanza, oppure sparire. Per le donne che si avvicinano al periodo della menopausa questi sintomi tenderanno a sfumare gradatamente.

Fonti

Ultimo aggiornamento:28-05-2020

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