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Pillola anticoncezionale: come funziona e alcuni falsi miti
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I farmaci anticoncezionali sono generalmente contraccettivi ormonali combinati (CHC), contengono cioè due ormoni femminili: gli estrogeni e il progesterone. Rientrano invece nella classe dei contraccettivi progestinici i farmaci che contengono solo ormone progestinico. I contraccettivi ormonali possono avere varie vie e modalità di utilizzo: sotto forma di pillola, di cerotto da applicare sulla pelle, di anello intravaginale, di iniezione intramuscolare, che ha una durata di azione mensile, o di impianto da inserire sottocute. L’efficacia della pillola è molto alta: meno di una donna su 100, se la assume correttamente, avrà una gravidanza; Tenendo conto però dei frequenti errori, di fatto nove donne su 100 possono andare incontro a una gravidanza. Oltre all’effetto contraccettivo, la pillola è utilmente impiegata per numerose disfunzioni e/o patologie femminili, come la riduzione del dolore e dei flussi mestruali, l’acne, l’irsutismo, la dismenorrea e i sintomi menopausali.

Come funziona la pillola anticoncezionale?
L’azione contraccettiva della pillola si basa principalmente sull’inibizione dell’ovulazione attraverso il blocco della sintesi di due ormoni, FSH e LH, che vengono prodotti dall’ipofisi, una piccola ghiandola che si trova alla base del cervello. Inibendo l’ovulazione, quindi, la pillola impedisce la maturazione dell’ovulo e il suo rilascio dall’ovaio. La pillola, inoltre, provoca un ispessimento del muco cervicale, sfavorendo il passaggio degli spermatozoi dalla vagina all’utero, e un assottigliamento dell’endometrio, il rivestimento interno dell’utero, che perde così le caratteristiche necessarie per l’impianto dell’ovulo.

Efficacia della pillola: alcuni miti da sfatare
L’efficacia della pillola è legata alla corretta modalità di assunzione della stessa. Le gravidanze indesiderate spesso sono il risultato di una dimenticanza di assunzione; ma non tutte le dimenticanze sono uguali. Infatti, se la dimenticanza avviene all’inizio del ciclo di assunzione della pillola, il rischio di una gravidanza è maggiore rispetto a una dimenticanza che avviene, invece, alla fine: più che incidere sulla contraccezione, quest’ultima potrà determinare perlopiù sanguinamenti irregolari e spotting e, quindi, la necessità di interruzione dell’assunzione e l’inizio di un nuovo ciclo di assunzione. L’efficacia della pillola può essere diminuita da condizioni quali un ridotto assorbimento, dovuto per esempio a vomito, diarrea o a qualsiasi condizione dell’apparato digerente che, in qualche modo, può alterare l’assorbimento intestinale del farmaco e l’interazione con alcuni farmaci. In linea generale, i farmaci comunemente utilizzati, come antibiotici ad ampio spettro e antinfiammatori non steroidei, possono essere assunti senza compromettere l’efficacia della pillola. Prima dell’assunzione di farmaci sarebbe comunque opportuno verificare con il ginecologo se possono in qualche modo mettere a rischio il corretto funzionamento della pillola.

Rischi della pillola: cosa c’è di vero
I contraccettivi ormonali combinati sono ben tollerati, ma possono comunque essere correlati a potenziali disturbi e rischi. I problemi gravi sono rarissimi e di solito sono legati a patologie della coagulazione (trombo-embolie). Raramente la pillola può provocare disturbi meno gravi come dolore, gonfiore alle gambe, lievi perdite ematiche, cefalea, cambiamento di umore e alterazione del desiderio sessuale. L’assunzione della pillola predispone poi solo il 10% delle donne a problemi di ritenzione idrica, con conseguente aumento di peso; questa condizione tende però a risolversi dopo i primi cicli di assunzione. Si ricorda che la ritenzione idrica non deve essere confusa con l’aumento di grasso corporeo. La pillola può essere assunta anche per lunghi periodi, senza che si renda necessario un periodo di interruzione e senza che sia compromessa la futura fertilità della donna. Una volta smessa, basta il primo ciclo mestruale per tornare alla normalità. I disturbi citati possono spingere a sospenderne l’assunzione, ma è raccomandabile consultare prima il medico ginecologo, perché spesso possono essere superati cambiando la formulazione, senza dover sospendere la protezione contraccettiva.

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