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Posizione corretta per dormire meglio: quale è meglio scegliere?
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A chi non è mai capitato di assumere la postura sbagliata durante la notte e di svegliarsi l’indomani con mal di schiena o arti doloranti? Addormentarsi in una posizione scorretta può avere effetti negativi sul sonno e sul nostro benessere, a partire da quello articolare, che di solito si manifestano con dolori alla colonna vertebrale. Possono però risentirne anche l’apparato respiratorio, cardiocircolatorio e digestivo. L’organizzazione statunitense National Sleep Foundation ha evidenziato i pro e i contro delle posizioni che si assumono con più frequenza a letto, con i seguenti risultati.

Posizione supina, la migliore per dormire
La posizione migliore per dormire è sdraiati sulla schiena: assicura infatti un buon allineamento della colonna vertebrale ed evita curvature scorrette e sovraccarichi. Se non si rispettano le curvature fisiologiche infatti possono insorgere problemi di cervicalgia (dolore al collo) e lombalgia (dolore alla parte bassa della schiena). Inoltre, mantenere il viso rivolto al soffitto, con un cuscino sotto la nuca, aiuta a limitare la sensazione di bruciore conseguente al reflusso gastroesofageo. Questa posizione è però generalmente mal tollerata da chi soffre di disturbi respiratori, come la sindrome delle apnee ostruttive: dormendo a pancia in su, infatti, la lingua potrebbe scivolare in una posizione tale da ridurre lo spazio delle vie respiratorie, peggiorando il russamento.

Se si soffre di mal di schiena, meglio evitare la posizione prona
Chi soffre di mal di schiena dovrebbe evitare di dormire a pancia in giù: la colonna assume infatti curvature scorrette, con un’alta probabilità di causare cervicalgia o lombalgia. Inoltre, gli arti superiori possono rimanere a lungo compressi sotto il cuscino o il corpo e portare, in alcuni casi, a disturbi circolatori o sensitivi come, ad esempio, le parestesie, ovvero i formicolii degli arti, che generalmente regrediscono in maniera spontanea in pochi istanti.

Sdraiati sul fianco per alleviare il reflusso gastroesofageo
Dormire su un fianco può aiutare a evitare la sensazione di bruciore allo stomaco, perché riduce il reflusso gastroesofageo. Visto che favorisce l’apertura delle vie aeree, a volte allevia anche il russamento. Chi riposa sul fianco spesso predilige però la posizione fetale, con le ginocchia piegate verso il petto e il tronco flesso in avanti; se da un lato questo favorisce l’apertura delle vie respiratorie, dall’altro non è consigliato a chi soffre di problemi respiratori: durante l’inspirazione può infatti limitare l’abbassamento del diaframma e l’espansione della gabbia toracica. Questa posizione risulta poco adatta anche a chi soffre di problemi del rachide, come artrosi o protrusioni discali; in questi casi è da preferire la posizione sul fianco con le gambe distese, che allunga la colonna, rispetta le curvature fisiologiche e aiuta a prevenire fastidiosi mal di schiena.

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