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Quali sono le fasi del sonno? Scopriamo la sua architettura
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Nel passato, gli studiosi erano convinti che, durante il sonno, le persone fossero fisicamente e mentalmente inattive. Diversi studi hanno dimostrato che non è così: il corpo e il cervello lavorano anche mentre si dorme svolgendo attività fondamentali per mantenere l’organismo in salute. Scopriamo insieme quali sono le fasi del sonno.

Le fasi del sonno: REM e non-REM
Durante il sonno si susseguono due fasi: la fase REM (o rapid eye movement) e quella non-REM. Il sonno inizia con quest’ultima fase, nella quale il cervello è meno sensibile agli stimoli del mondo esterno, la maggior parte delle funzioni corporee rallenta ed è più difficile svegliarsi. Durante questo stadio vengono archiviati i ricordi a lungo termine. La fase REM invece è quella in cui gli occhi si muovono su e giù, a destra e a sinistra e si sogna di più. Non dobbiamo pensare però che questi due stadi si presentino una sola volta mentre si dorme: ciascun individuo passa infatti attraverso queste due fasi dalle 3 alle 5 volte ogni notte. Generalmente, ogni fase si ripresenta con una durata progressivamente maggiore: la prima fase REM può durare pochi minuti per poi allungarsi a ogni nuovo ciclo fino a un massimo di 30 minuti. Gli studiosi ritengono che il sonno REM aiuti il cervello a cancellare le informazioni in eccesso, che non servono all’organismo. Anche altre funzioni corporee come la temperatura, la respirazione, la frequenza cardiaca, la pressione e le attività cerebrale si modificano durante il sonno. In particolare:

  • la temperatura del corpo si abbassa di circa 2 gradi dalla fase di sonnolenza fino a 2 ore prima di svegliarsi: una stanza fresca aiuta a dormire meglio. Un breve esercizio fisico al risveglio porta a livelli normali la temperatura e rende più vigili;
  • la respirazione è più lenta e regolare mentre ci si addormenta, mentre quando si entra in fase REM, diventa più veloce e irregolare;
  • i battiti del cuore e la pressione sanguigna diminuiscono durante il sonno non-REM: così l’organismo si riposa dalle fatiche del giorno. Durante il sonno REM frequenza e pressione cardiaca tornano a essere quasi pari ai livelli diurni;
  • l’attività cerebrale del sonno non-REM è più costante e armonica; durante il sogno del sonno REM il cervello invece lavora come fosse sveglio.

Qual è il ruolo dei sogni?
Ad oggi non è chiaro quali siano le cause che producono il sogno o se i sogni abbiano uno scopo. Più comunemente si sogna durante la fase REM, ma può accadere anche nelle altre fasi. Gli incubi notturni invece si presentano solo durante il sonno profondo.

Il sonno è fondamentale per “ricucire gli strappi” e rilassare i muscoli
Durante il sonno profondo, l’organismo lavora per ripristinare l’equilibrio dei vari tessuti, stressati durante il giorno. Il tronco encefalico, che ha una funzione regolatrice, partecipa con l’ipotalamo, che ha funzioni di controllo, alla produzione del GABA, l’acido gamma amino butirrico, responsabile della regolazione del tono muscolare, in modo da calmare i centri eccitatori che possono impedire il sonno. Durante il sonno poi, il tronco encefalico inibisce i movimenti dei muscoli che fanno muovere il corpo.

La regolazione degli ormoni durante il sonno
Durante il sonno aumenta la produzione di ormone della crescita e diminuisce quella di cortisolo, l’ormone legato allo stress. L’insonnia può alterare gli ormoni che controllano la fame, la leptina e la grelina, in modo da aumentare l’appetito e l’accumulo di peso.

Sonno e pensiero creativo
Secondo un recente studio dell’Università del Galles la risoluzione di un problema complesso è legata all’analisi e alla connessione, durante il sonno, di tutti gli elementi dati.  Questa scoperta ha portato i ricercatori ad ipotizzare che il sonno non-REM aiuti a organizzare le informazioni utili e il sonno REM a scoprirne i nessi.

Quanto dobbiamo dormire? Le raccomandazioni della National Sleep Foundation
Le ore di sonno necessarie affinché corpo e cervello possano svolgere le loro funzioni al meglio durante la veglia cambiano con il passare degli anni:

• neonati (0-3 mesi): 14-17 ore al giorno;
• neonati (4-11 mesi): 12-15 ore (in precedenza era 14-15);
• bambini (1-2 anni): 11-14 ore (precedentemente era 12-14);
• bambini in età prescolare (3-5 anni): 10-13 ore (in precedenza era 11-13);
• bambini in età scolare (6-13 anni): 9-11 ore (in precedenza era 10-11);
• adolescenti (14-17 anni): 8-10 ore (precedentemente era 8,5-9,5);
• giovani adulti (18-25 anni): 7-9 ore;
• adulti (26-64 anni): 7-9 ore;
• adulti più anziani (65+): 7-8 ore.

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