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Sport per il mal di schiena: quali sono i più indicati
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Il mal di schiena non è un buon motivo per diventare più sedentari. A meno che il medico non abbia buoni motivi per vietare l’esercizio fisico, è buona prassi fare attività costante, calibrando lo sport in base alle nostre esigenze e senza mai esagerare. Un recente studio suggerisce di iniziare con un programma di almeno due mesi, personalizzato e focalizzato sulle quattro aree di esercizio fisico (cardiorespiratioria, resistenza, flessibilità e neuromotoria). In una prima fase sarebbe bene farsi seguire da un fisioterapista, per poi ripetere quanto appreso in modo autonomo e costante. Con una lezione privata a cadenza mensile, il fisioterapista potrà inoltre capire mano a mano le nostre specifiche esigenze, monitorare i progressi e correggerci in caso di movimenti sbagliati.

Gli esercizi per il mal di schiena
Quali esercizi possono contribuire a salvaguardare la salute e la flessibilità della schiena? A titolo esemplificativo ne indichiamo alcuni:

  • step: salire e scendere da un gradino;
  • test di Biering-Sorensen: proni, si appoggia su una panca solo il basso addome e le gambe (tenute ferme), mentre il busto resta fuori dalla seduta e bisogna cercare di mantenerlo in posizione parallela rispetto al pavimento, sfruttando i muscoli della schiena. È possibile sostenersi con le braccia, se necessario, aiutandosi con l’appoggio di una sedia; 
  • test di resistenza dei flessori del tronco;
  • Thomas test: il paziente, sdraiato in posizione supina, porta un ginocchio al torace, mentre lascia l’altra gamba distesa. Tenendo il ginocchio al petto si appiattisce la lordosi lombare e allo stesso tempo si stabilizza il bacino;
  • squat.

Essere costanti è la prima regola
Peccato che, in generale, si tenda a non sfruttare i benefici del movimento in modo costante: secondo alcuni dati, solo il 60% delle persone che si allenano in casa completa almeno l’80% del programma indicato dal fisioterapista. Per l’attività svolta in palestra i risultati sono in linea: solo sei pazienti su 10 seguono almeno l’80% delle lezioni previste. I motivi possono essere svariati: da impedimenti professionali a psicologici, come l’apprensione e la vergogna che si possono provare all’idea di esercitarsi in gruppo. Anche per questo motivo il dolore alla parte bassa della schiena è una delle cause principali di disabilità a livello mondiale. Vista la rilevanza di questo problema, sarebbe bene che i medici si dedicassero in modo diffuso alla sensibilizzazione e alla prevenzione, con un piano di comunicazione efficace e omnicanale, che prenda in considerazione anche chi lavora in azienda.

Fonti

  • Stevens, M.L., et al., A physiotherapist-led exercise and education program for preventing recurrence of low back pain: a randomised controlled pilot trial, Physiotherapy, volume 104, issue 2, pages 217–223, 2018.

    https://doi.org/10.1016/j.physio.2017.08.006

Ultimo aggiornamento 28-10-2019
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