Cerca
Back Torna agli articoli
Share Save
La stanchezza invernale: cause, sintomi e rimedi consigliati
Questo periodo dell'anno può essere difficile per molte persone: il sole sorge tardi e tramonta presto e di solito ci sentiamo stanchi. Una corretta integrazione di magnesio è utile per ridurre la sensazione di stanchezza e affaticamento.

Cos’è la stanchezza invernale e quali sono le cause

La stanchezza invernale è un fastidio stagionale che si manifesta durante l’autunno e l’inverno. È caratterizzata da bassa energia e perdita di forze, specialmente nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio, quando i giorni sono più brevi. È un fenomeno che colpisce molti italiani, che si sentono stanchi e letargici, hanno difficoltà a concentrarsi, dormono più del normale, mancano di energia, diminuiscono le attività, si ritirano dalla vita sociale e tendono a ingrassare a causa dell'eccesso di cibo e del poco movimento.
Il nostro corpo può risentire dell’influenza di fattori esterni, come appunto l’esposizione a un numero minore di ore di luce durante la stagione invernale. Infatti, il rapporto sbilanciato tra luce e buio (poche ore di luce a disposizione durante il giorno e incremento delle ore di buio) ha la responsabilità principale nella riduzione delle nostre energie, facendoci sentire stanchi.

Quali sono i sintomi della stanchezza invernale?>

Diversi studi hanno osservato come l’inverno e la mancanza di esposizione alla luce del sole siano determinanti per la manifestazione di sintomi come:

Spossatezza, affaticamento e dolori articolari sono altre caratteristiche della stanchezza invernale. Ogni volta che l’organismo si trova a dover affrontare brusche variazioni di temperatura o di luce deve fare uno sforzo di adattamento, che per alcune persone risulta più faticoso. La carenza di luce si ritiene possa interessare i ritmi circadiani dell'organismo, che rappresentano una sorta di orologio biologico interno il quale regola i processi biologici, come il ciclo sonno-veglia, nell'arco delle 24 ore.

I rimedi per la stanchezza invernale

Anche se spesso le temperature basse e la mancanza di sole ci rendono stanchi e privi di forze, è importante non lasciarsi andare a un’alimentazione sregolata ma mantenere sempre una dieta sana ed equilibrata, evitando l’eccesso di cibi grassi e raffinati, bevande stimolanti come il caffè, l’alcol e, infine, evitando anche di fumare. Frutta e verdura di stagione sono un nostro alleato perché aiutano naturalmente a combattere la stanchezza e a ritrovare le energie. Inoltre, è fondamentale garantire una corretta idratazione.
Ma quali accorgimenti occorre adottare per approcciare al meglio la stagione invernale? I rimedi più efficaci sono:

  • mantenere un buon sonno, necessario per il benessere del corpo e della mente;
  • fare attività fisica in modo costante, per rigenerare l’organismo e riattivare le energie;
  • controllare i livelli di stress ossidativo, misurando la quantità dei radicali liberi prodotti dal nostro organismo, responsabili della stanchezza;
  • supportare il sistema immunitario, in situazioni di carenza di antiossidanti, per combattere l’avanzata dei radicali liberi.

Se le fonti alimentari di elementi “anti-stanchezza” ancora non bastano, e soprattutto in caso di scarso apporto attraverso il cibo, può essere utile anche assumere integratori a base di magnesio, un alleato utile per contrastare la stanchezza di stagione, in quanto aiuta anche il metabolismo energetico e supporta la funzione psicologica.

Il ruolo del magnesio per combattere la stanchezza invernale

Per combattere la stanchezza invernale, e così risollevare anche l’umore, può essere utile utilizzare il magnesio. La riduzione della stanchezza e della fatica sono i benefici di questo minerale dimostrati con evidenza scientifica. Il magnesio, infatti, contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e alla normale funzione psicologica, oltre ai suoi noti ruoli nei confronti del metabolismo energetico. L'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) fissa i valori di assunzione giornaliera di magnesio pari a 250-350 mg al giorno per adulti e anziani e 450 mg per le donne in gravidanza e allattamento, quantità che nella maggior parte dei casi si raggiunge con la dieta: se questa non bastasse, possono aiutarci gli integratori alimentari che lo contengono. È comunque sempre meglio chiedere un consulto al proprio medico curante o al farmacista di fiducia, che sapranno consigliare l’integratore più adatto.

Fonti

Ultimo aggiornamento:26-03-2020

Ultimi articoli pubblicati