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Stress: rallentare il ritmo per combatterne gli effetti

La quotidianità è ricca di eventi che influenzano la nostra esistenza e ciò che accade intorno a noi, piacevole o spiacevole che sia, si ripercuote sul nostro benessere. Ogni evento importante fisico, psicologico o esistenziale genera sempre una reazione – più comunemente conosciuta come stress – del sistema nervoso autonomo, di quello ormonale e immunitario. Questo tipo di risposta può presentarsi in modo sporadico o diventare una costante. Quando lo stress è ricorrente, in alcuni casi specifici, può dare origine a veri e propri disturbi e favorire la comparsa di patologie.
Lo stress, in relazione agli eventi che lo hanno scatenato, si distingue in due categorie:

  • lo stress acuto, che si riscontra una sola volta e per tempo limitato;
  • lo stress cronico, che è generato da uno stimolo o da un evento reiterato o prolungato nel tempo.

Le fasi dello stress
Nella sua risposta alle situazioni di stress, un individuo può attraversare tre fasi principali:

  • fase di allarme: nella quale il nostro corpo mette in campo tutte le energie per far fronte ai fattori di stress; in questa fase vi sono modificazioni biochimiche importanti, come, ad esempio, la produzione di adrenalina che aumenta il battito cardiaco;
  • fase di resistenza: in cui l'organismo cerca appunto di "resistere" e mette in atto una reazione di difesa che si manifesta con la sovrapproduzione di cortisolo, l'ormone dello stress, che è la causa nel tempo dell'indebolimento del nostro sistema immunitario;
  • fase di esaurimento: quella nella quale non si è più capaci di adattarsi e si assiste a un abbassamento delle difese.

Durante tutte queste fasi, il dispendio di energie è notevole, poiché è in atto una lotta per mantenere una condizione di equilibrio generale delle diverse funzioni dell'organismo.

I sintomi associati allo stress
Per rispondere allo stress, il nostro organismo “paga pegno”. Oltre all'indebolimento del sistema immunitario, tra i tipici disturbi legati allo stress ci sono:

  • affaticamento mentale e difficoltà di concentrazione;
  • nervosismo, irritabilità e sbalzi d’umore;
  • stanchezza cronica e inappetenza;
  • tensione muscolare;
  • insonnia: si dorme poco e male;
  • cefalea: il comune mal di testa;
  • disturbi dermatologici: tra questi l'orticaria, che sembra riconducibile a un'inconscia manifestazione per scaricare un conflitto emotivo, non altrimenti esprimibile;
  • asma bronchiale: una malattia respiratoria contraddistinta da crisi respiratorie con broncospasmo, edema, sibili e affanno;
  • ipertensione: aumento della pressione sanguigna;
  • problemi gastrointestinali: lo stomaco e l'intestino sono coinvolti attivamente dallo stress.

La cura dello stress
Ognuno di noi risponde allo stress in modo soggettivo e in relazione a diversi fattori:

  • caratteristiche degli agenti stressanti, cioè dei fattori che hanno scatenato lo stress;
  • meccanismi di difesa adottati dall'organismo, che variano in base alla personalità dell'individuo, alle esperienze passate, alla sua emotività;
  • parametri biologici determinati geneticamente.

Per sconfiggere lo stress occorre mettere in campo interventi che possano, da un lato, ridurre gli stimoli cui si è sottoposti, dall'altro migliorare la risposta dell’organismo. Le azioni da adottare sono molteplici e, naturalmente, una sana alimentazione e lo sport restano fondamentali per migliorare il proprio stato, ma altrettanto importante è consultare il proprio medico. Alcune volte non è facile rimuovere le cause che hanno determinato lo stress, soprattutto se è dovuto a conflitti “interni” o a eventi non immediatamente riconoscibili come origine del problema. In questi casi occorre intervenire con vere e proprie terapie come quelle cognitive e cognitivo-comportamentali, la psicoanalisi e le terapie psicoanalitiche brevi. In casi specifici, il medico può suggerire farmaci che agiscono direttamente sullo stato emozionale alterato, tra i quali gli antidepressivi. Può essere utile anche l’impiego di tecniche in grado di agire sul sistema nervoso autonomo attraverso il controllo della respirazione.

 

Ultimo aggiornamento 12-11-2019
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