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Tatuaggio: cos'è, come curarlo e quali sono i rischi

Circa il 13% degli italiani ha almeno un tatuaggio e il fenomeno sembra destinato a crescere nei prossimi anni. Secondo i dati dell’indagine ONDICO, condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, le donne sono più tatuate rispetto agli uomini, la maggior parte dei tatuati ha fra i 35 e i 44 anni e la gran parte si dice soddisfatta delle proprie incisioni. I “pentiti” sono circa il 17% e, tra questi, il 4,3% è già ricorso a tecniche di rimozione, tutt’altro che economiche, non totalmente efficaci né prive di rischi. 

Cos’è un tatuaggio e come agisce sul corpo

Il tatuaggio è un’iniezione di pigmenti nel derma, subito sotto l’epidermide (lo strato più superficiale della pelle), dove il corpo “intrappola” l’inchiostro, rendendo il disegno permanente. L’iniezione generalmente è eseguita tramite delle macchinette elettriche, ma alcune tecniche prevedono l’esecuzione a mano, con strumenti appuntiti che depositano gocce di inchiostro nella pelle. 

Si può ricorrere a tatuaggi con altre finalità oltre la semplice decorazione del corpo: 

  • mediche: per coprire cicatrici anomale, aree di pelle depigmentate o alopeciche, ma anche ricostruire visivamente alcune parti anatomiche in seguito a incidenti o interventi chirurgici (come areola e capezzolo dopo la mastectomia);
  • estetiche: si tratta del cosiddetto “trucco permanente”, per esempio per ricostruire o migliorare l’aspetto di ciglia e sopracciglia.

Qualunque sia la finalità, è comunque importante tenere a mente che tatuare il corpo è considerato un processo invasivo, tanto che i donatori di sangue devono sospendere le donazioni per qualche mese dopo un’eventuale incisione sulla pelle. Questa operazione infatti determina un sanguinamento; basti pensare che la macchina elettrica con cui si eseguono la maggior parte dei tatuaggi provoca circa 180 mila lesioni all’ora. Inoltre, i pigmenti iniettati rimarranno per sempre a contatto con il nostro organismo e interagiranno con esso. Anche se a oggi poco più della metà delle persone (58,2%) è consapevole dei rischi connessi, per tutti i motivi spiegati sopra, è fondamentale informarsi e conoscere tutte le precauzioni da adottare prima di farsi un tatuaggio.

    Tatuarsi in sicurezza: alcuni punti da tenere a mente

    Il primo consiglio, per tatuarsi senza pensieri, è rivolgersi al proprio medico per verificare che il tatuaggio non sia controindicato o sconsigliato, per esempio in casi come gravidanza, allergie, malattie autoimmuni, disturbi della coagulazione o assunzioni di farmaci che interferiscono con la guarigione della pelle. Importante è poi anche scegliere parti anatomiche prive di nei o aree in cui la cicatrizzazione non sia difficoltosa. Infine, è bene considerare con attenzione le condizioni igienico-sanitarie e la formazione del tatuatore che si è scelto.
    Anche l’Istituto Superiore di Sanità fornisce alcune raccomandazioni per tatuarsi in sicurezza, eccole:

    • informarsi su rischi e materiali utilizzati, per firmare consapevolmente il consenso informato;
    • rivolgersi a tatuatori con idoneità igienico-sanitaria (nel rispetto dalle linee guida del Ministero della Salute) e abilitati a tatuare in locali autorizzati;
    • assicurarsi che sia presente un adeguato livello di igiene (dell’ambiente di lavoro e del personale) e che il tatuatore effettui un’accurata pulizia delle mani prima e dopo l’esecuzione;
    • verificare l’utilizzo di materiale monouso (guanti, maschera, aghi, guaina di protezione della macchinetta) e di strumenti sterilizzati;
    • chiedere informazioni sugli inchiostri (atossici, sterili e in contenitori monouso);
    • assicurarsi che la pelle nell’area scelta sia integra, sana e disinfettata.

    Come curare un tatuaggio

    Una volta realizzato il tatuaggio, chi lo ha eseguito applica un sottile strato di crema sulla parte interessata ed effettua un leggero bendaggio in modo da proteggerla dall’esterno, principalmente da microrganismi e dallo sfregamento sui vestiti. Il bendaggio può essere rimosso dopo poche ore, in modo da lasciar assorbire eventuali liquidi o inchiostro in eccesso prodotti dalla zona traumatizzata.
    Successivamente si può procedere a un leggero lavaggio con acqua e sapone delicato e senza profumazioni, per poi spalmare nuovamente un leggero strato di crema (sembrerà strano, ma normalmente si utilizzano quelle indicate per le irritazioni da pannolino dei bambini). Il procedimento dovrà essere replicato per qualche giorno e, nel tempo, il tatuaggio formerà delle crosticine: è importantissimo – per la corretta guarigione, ma anche per non rovinarlo – non grattarle o cercare di rimuoverle, cadranno da sole. Per un paio di settimane è inoltre consigliabile evitare di esporsi al sole o di nuotare in acqua. Infine, per mantenere il tatuaggio al meglio è importante tenerlo pulito e idratato e proteggerlo dal sole con la crema protettiva.

    Mi faccio il tatuaggio: quali possibili rischi?

    Come già ricordato, tatuarsi non è privo di rischi. Ecco quali:

    • l’infezione dell’area tatuata da parte di microrganismi: fra i possibili eventi avversi troviamo infatti le infezioni batteriche, ma anche la trasmissione di virus quali HIV e virus delle epatiti;
    • possibili complicanze come la formazione di granulomi, ispessimento della pelle (cheloide) e dolore, ma anche reazioni allergiche (a pigmenti o metalli) e autoimmuni;
    • alcuni inchiostri possono contenere sostanze non ammesse perché nocive.

    In sintesi, per tatuarsi in sicurezza è dunque fondamentale informarsi, verificare l’idoneità delle strutture, del materiale e del personale dello studio e rivolgersi al medico prima dell’esecuzione e in caso di problemi.
    Ma il primo requisito, ovviamente, è esserne convinti!

    Fonti

    Ultimo aggiornamento:22-06-2020

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