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Tecnostress: i danni della troppa connessione al web
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Essere connessi fa sentire attivi, partecipi, in contatto con gli amici e con il resto della società. Eppure, basta dimenticare lo smartphone in macchina o attendere l’arrivo di un “like” a ciò che abbiamo postato per capire cosa comporta essere sempre online: si è pervasi da un senso di ansia e irrequietezza, che razionalmente non ha motivo di esistere. Ma state tranquilli, è del tutto normale. Siamo tutti – almeno un po’ – tecnostressati.

Come si riconosce un tecnostressato
Quattro ore al giorno attaccati a internet o al computer, 20 SMS o messaggi WhatsApp in uscita o in entrata e altrettante telefonate nell’arco di 24 ore: sono queste le soglie di utilizzo dei mezzi digitali fissate per definire un soggetto tecnostressato. Ma più significativi del conteggio dei minuti che trascorriamo online sono certamente i sintomi che manifestano disagio, o addirittura malessere. Senso di stanchezza cronica, ansia e depressione sono i primi e più evidenti. Nei casi più eclatanti possono comparire anche alterazioni del battito cardiaco e del respiro, stravolgimenti dei ritmi di sonno e veglia, oltre che contrazioni e rigidità dei muscoli.

Le ragioni del tecnostress
Le cause di tutto questo malessere si possono spiegare facilmente. Con i mezzi digitali scompaiono le dimensioni reali del tempo e dello spazio, si ha l’illusione di poter controllare tutti gli aspetti della nostra vita e la sensazione che in ogni momento stia per succedere qualcosa di importante. Questa condizione di allerta perenne genera la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress e fa diminuire il testosterone in circolo. È qualcosa di molto simile a ciò che succede a un animale selvatico che teme l’attacco di un predatore. Questo meccanismo fisiologico ha permesso all’uomo di sopravvivere e di adattarsi all’ambiente, ma nei soggetti tecnostressati del mondo occidentale si rivela controproducente. Oggi infatti i pericoli per la nostra incolumità e sopravvivenza si sono drasticamente ridotti e l’allerta continua porta a una condizione di stress spiacevole, oltre che dannosa per il nostro organismo. Occorrono dei momenti di pausa.

Gli antidoti allo stress da iperconnessione
Il cervello ha bisogno un po’ di tempo per elaborare gli eventi cui partecipiamo e, in generale, quello che accade attorno a noi. Se rimaniamo sempre connessi non c’è filtro e non c’è riposo per la nostra mente, che resta continuamente immersa in un vortice di informazioni, finendo in una condizione di sovraccarico. L’antidoto è il più semplice che si possa immaginare: mettere un po’ di distanza tra noi e il mondo digitale. Distrarsi con lo sport, dedicarsi alla lettura di un buon libro, godersi quanto più possibile la vita reale, cercando di trovare tempo per alimentare le nostre passioni sono alcuni modi per disconnettersi. Infine, può essere d’aiuto anche seguire un’alimentazione più bilanciata, diminuendo alcolici e caffè, limitando le calorie e i cibi ad alto indice glicemico.

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