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Tisane lassative

Per affrontare un problema diffuso e comune a tutte le età come la stitichezza non è sempre necessario ricorrere a farmaci lassativi, che anzi dovrebbero essere riservati soltanto ai casi in cui il cambiamento delle abitudini dietetiche, l'aumento dell'assunzione di liquidi e dell'attività fisica e la riduzione dello stress, non sono sufficienti a migliorare la situazione.

Come alternativa più "dolce", ma comunque efficace, per stimolare in modo rapido la funzionalità intestinale temporaneamente rallentata si può ricorrere all’utilizzo dei lassativi naturali o a delle tisane lassative, acquistate in miscele già pronte da usare (in bustine o sfuse) oppure sotto forma di parti sminuzzate di singole piante, ideali per realizzare delle tisane lassative "fai-da-te". Vediamo come sceglierle e quando usarle per ottenere i risultati desiderati, senza effetti collaterali né rischi.

La stitichezza

Per definizione, si ritiene che sia presente una condizione di stitichezza quando si verificano meno di tre evacuazioni alla settimana e sono presenti altri segni e sintomi come: 

  • feci molto dure, piccole e compatte (chiamate anche "feci caprine", per il tipico aspetto a palline)
  • necessità di sforzarsi in modo eccessivo e prolungato per riuscire a espellere le feci
  • sensazione di blocco intestinale o anale
  • sensazione di evacuazione incompleta o insoddisfacente 
  • necessità di intervenire in vario modo (manualmente o con altri rimedi ecc.) per assecondare l'espulsione delle feci.

La stitichezza può essere "acuta" e occasionale (della durata di 1-2 settimane al massimo) oppure cronica e persistere per periodi prolungati (diverse settimane o mesi). 

Nel primo caso, il problema è generalmente legato a fattori ben precisi e facilmente individuabili, come un cambiamento temporaneo dell'alimentazione, lo stress, un viaggio, una malattia o una terapia farmacologica di breve durata, uno stato di temporanea disidratazione ecc. Tutti aspetti facilmente modificabili che, una volta corretti, permettono di ritrovare spontaneamente un transito intestinale regolare.

La stitichezza cronica, invece, può dipendere da cause molto diverse, che vanno da alterazioni della motilità intestinale a patologie gastroenteriche come le malattie infiammatorie croniche intestinali (colite ulcerosa e malattia di Crohn), la diverticolosi o il tumore del colon-retto. Anche diverse patologie neurologiche (come malattia di Parkinson, sclerosi multipla, ictus, lesioni del midollo spinale ecc.) o psichiatriche (depressione, ansia, disturbi del comportamento alimentare ecc.) e alcuni farmaci necessari per trattarle possono associarsi a forme di stitichezza cronica difficili da contrastare. Anche alcuni farmaci analgesici (soprattutto gli oppioidi), antipertensivi e sedativi possono favorire lo sviluppo di stitichezza.

Altre condizioni che possono interferire con un transito intestinale regolare sono il diabete, le alterazioni della funzionalità della tiroide (ipotiroidismo) o delle ghiandole paratiroidi (iperparatiroidismo) e i cambiamenti ormonali (legati a disturbi specifici, a terapie endocrine, alla gravidanza ecc.), soprattutto nelle donne.

A prescindere dalla causa che ha determinato la stitichezza, per favorire un buon funzionamento dell'intestino ed evacuazioni regolari è sempre consigliabile:

  • seguire una dieta bilanciata, ricca di frutta e verdura fresche e cereali integrali
  • bere ogni giorno almeno 1,5-2 litri di acqua e altri liquidi (brodi, tisane, succhi di frutta ecc.)
  • evitare alimenti che favoriscono la stitichezza (fritti, salumi, salatini, carni rosse, formaggi stagionati ecc.)
  • camminare e praticare regolarmente attività fisica (almeno 30-45 minuti al giorno)
  • aggiungere fibre alla dieta (meglio se con attività prebiotica, come lo psillium e frutto-oligosaccaridi), accompagnando l'assunzione con abbondante acqua
  • assumere prodotti probiotici o contenenti microrganismi probiotici (yogurt, kefir, alimenti fermentati ecc.)
  • seguire ritmi di vita regolari e mangiare a orari fissi
  • assecondare lo stimolo ad andare in bagno e non rimandarlo
  • dedicare il tempo necessario alle evacuazioni, cercando di creare una "ritualità" quotidiana.

I benefici delle tisane lassative

Quando, nonostante si seguano buone regole di vita che dovrebbero mettere l'intestino nelle migliori condizioni per funzionare correttamente, ci si trova a fare i conti con episodi di stitichezza occasionale, si può ricorrere ad alcuni rimedi lassativi naturali, come le tisane lassative a base di erbe. 

Gli infusi lassativi esercitano effetti benefici sull'intestino attraverso diversi meccanismi. L'azione lassativa vera e propria è legata ai principi attivi contenuti in queste bevande per la stitichezza (di norma sotto forma di fitocomplessi difficilmente riproducibili per sintesi chimica) e che possono essere dotati di:

  • un’attività stimolante sulla mucosa e sulla muscolatura intestinali 
  • un’attività antinfiammatoria 
  • una funzione digestiva e antigonfiore 
  • un’attività stimolante la digestione e favorente il transito intestinale 
  • un’azione emolliente e lenitiva.

Effetti favorevoli aggiuntivi delle tisane lassative naturali non dipendono dalla loro azione biologica specifica, ma da aspetti neuropsichici positivi associati alla loro assunzione. Bere un liquido caldo e aromatico, ritagliandosi un po' di tempo per prendersi cura di sé stessi, ha un effetto rilassante e contribuisce a rimuovere lo stress di cui è spesso vittima chi soffre di stitichezza. Inoltre, gli infusi lassativi caldi hanno un'azione rilassante diretta sulla muscolatura gastroenterica, migliorando il processo digestivo e riducendo l'eccesso di contrazioni intestinali che contribuiscono a peggiorare la stitichezza e a promuovere la flatulenza (intestino iperattivo).

L'attività anti-stitichezza delle tisane lassative è favorita anche dal fatto di essere liquide, poiché ciò permettere di idratare il contenuto dell'intestino, favorendo la formazione di feci più morbide e più facili da espellere.

5 tisane lassative "fai-da-te"

Per chi volesse provare delle tisane lassative fatte in casa, al posto delle molte miscele pronte all'uso disponibili in commercio, esistono alcune ricette che hanno dato prova di efficacia contro la stitichezza, molto facili da preparare, per macerazione o infusione di una o più parti vegetali (foglie, radici, cortecce, fiori, semi ecc.).

È sufficiente acquistare le materie prime in un'erboristeria di fiducia e farsi supportare, oltre che nella scelta delle piante più adatte, anche nella definizione delle quote di ciascun componente da utilizzare (in relazione all'entità della stitichezza presente e della sensibilità individuale) e delle corrette modalità di preparazione. In generale, se si prova una tisana lassativa per la prima volta, meglio iniziare con piccole quantità per verificare il grado di risposta.

Tra le possibili piante per realizzare infusi lassativi si possono sperimentare:

  1. Senna, Cassia angustifoglia, C. acutifoglia, C. fistula, C italica, C. senna ecc. (foglie, frutti); Cascara, Rhamnus alpinus, R. catharticus (corteccia); Frangula, R. frangula, R. purshiana (corteccia): supportano la regolarità del transito intestinale; usati in eccesso, causano diarrea e irritazione intestinale.
  2. Rabarbaro, Rheum officinale, R. palmatum, R. undulatum, R. rhaponticum, R. hybridum ecc. (radice): supporta la regolarità del transito intestinale e la funzione digestiva; ha un'azione più decisa di senna, cascara e frangula; usato in eccesso, causa diarrea, nausea e irritazione intestinale.
  3. Tarassaco, Taraxacum officinale weber (foglie, radici): supporta la regolarità del transito intestinale e la depurazione dell'organismo; ha un'azione più "dolce" di rabarbaro, senna, cascara e frangula.
  4. Frassino, Fraxinus excelsorius e F. ornius (foglie, corteccia, manna): supporta la regolarità del transito intestinale e favorisce il normale volume e la normale consistenza delle feci; ha un'azione più "dolce" di rabarbaro, senna, cascara e frangula.
  5. Aloe, Aloe africana, A. arborescens, A. ferox, A. perryi, A. plicatilis, A. vera (succo estratto dalle foglie): supporta la regolarità del transito intestinale e la funzione digestiva e ha un’azione emolliente e lenitiva sull’apparato digerente.

L'aggiunta di zenzero, finocchio, anice, menta, timo e coriandolo alle bevande lassative può essere vantaggiosa se, oltre al transito delle feci, si vuole favorire anche l’eliminazione dei gas intestinali. La camomilla ha invece un effetto favorevole sulla funzione digestiva (come la melissa e il cumino) e un'azione lenitiva/emolliente sull’apparato digerente (come la malva e l’altea).

Le tisane lassative "fai-da-te", se preparate con una giusta quantità e proporzione di componenti vegetali, sono efficaci nel contrastare la stitichezza come quelle con formulazione standardizzata, con il vantaggio di poterne modulare la composizione in base alle esigenze e preferenze individuali (sempre con il supporto di un erborista esperto).

D'altro canto, per avere garanzie di risultato in piena sicurezza è fondamentale acquistare le erbe e gli altri componenti naturali da miscelare negli infusi lassativi in erboristerie affidabili, che possano garantire l'elevata qualità delle materie prime vegetali vendute e l'assenza di contaminanti potenzialmente dannosi.

Come per le tisane lassative pronte all'uso è, inoltre, necessario evitare di inserire nella composizione delle tisane lassative fatte in casa piante, spezie o frutti verso i quali si presentano allergie note e segnalare al medico eventuali reazioni sospette non previste dopo la loro assunzione, come: 

  • comparsa di rash cutanei e pomfi pruriginosi
  • infiammazione e prurito agli occhi
  • gonfiore, formicolii o prurito alle labbra e alle mucose della bocca o della gola
  • gonfiore al volto
  • vertigini
  • mal di testa
  • nausea.

Per quanto tempo assumere le tisane lassative

In genere, le tisane lassative naturali sono rapidamente efficaci e stimolano l'attività intestinale nell'arco di 6-12 ore. Una o due assunzioni, quindi, sono spesso sufficienti per risolvere un problema di stipsi occasionale, dovuta a una causa esterna ben precisa.

La raccomandazione è di non insistere troppo e di non ricorrere alle tisane lassative naturali in modo eccessivo (per quantità o durata dell'assunzione) per non ritrovarsi a dover fare i conti con il problema opposto, ossia diarrea acquosa, con crampi addominali, gonfiore e flatulenza, dovuti a un'eccessiva stimolazione intestinale.

Come norma generale, ogni forma di stitichezza che tenda a persistere per periodi prolungati o a ripresentarsi e che non risponda adeguatamente all'azione di infusi lassativi naturali o comuni farmaci lassativi deve essere segnalata al medico e indagata con esami mirati. Questa regola, valida a ogni età, diventa un imperativo assoluto se a presentare stitichezza ostinata è un bambino, un anziano, una donna in gravidanza o persone con malattie specifiche in trattamento farmacologico.

In tutti questi casi, infatti, il rallentato transito intestinale potrebbe essere legato a condizioni o patologie meritevoli di interventi diversi dall'uso di preparati ad azione lassativa e un ricorso eccessivo a questi ultimi potrebbe rivelarsi, oltre che inutile, anche svantaggioso, a causa della possibile interferenza con l'assorbimento intestinale di nutrienti importanti per la salute dell'organismo (in particolare, aminoacidi, vitamine e sali minerali ecc.) e degli altri farmaci che si stanno assumendo.

Le tisane lassative in gravidanza

La gravidanza è il periodo della vita della donna in cui è più probabile soffrire di stitichezza a causa della combinazione di più fattori che possono ostacolare il transito intestinale: dalle variazioni ormonali caratteristiche (in particolare, l'aumento del progesterone che rilassa la muscolatura gastroenterica) al cambiamento delle abitudini alimentari e degli standard di attività fisica, fino all'ingombro addominale dovuto al feto che si sta sviluppando, soprattutto nell'ultimo trimestre.

Seguire una dieta ricca di frutta, verdura e cereali integrali, con eventuale integrazione di fibre prebiotiche e prodotti probiotici, garantire un'adeguata assunzione quotidiana di liquidi (compatibilmente con eventuali problemi di ritenzione idrica e gonfiori) e mantenere un buon livello di attività fisica di media intensità (camminate, ginnastica "dolce", nuoto ecc.) è la strategia migliore per supportare il benessere e la funzionalità dell'intestino durante la gravidanza.

Se ciò non dovesse bastare, l'assunzione occasionale di una tisana lassativa in gravidanza non è controindicata, ma va scelta con l’aiuto del proprio medico curante o del ginecologo tra quelle che contengono principi attivi vegetali meno "aggressivi" e che causano meno effetti collaterali, come gonfiore e diarrea. 

Quindi, per esempio, meglio evitare le tisane lassative naturali a base di rabarbaro, senna o cascara, preferendo infusi lassativi con camomilla, melissa, malva, tiglio, frassino, finocchio e zenzero. Da evitare anche le tisane lassative contenenti liquirizia che, a causa della capacità di aumentare la pressione arteriosa, possono esporre la donna in gravidanza a particolari rischi. 

Infine, per risolvere il problema della stitichezza in gravidanza in modo efficace e sicuro è sempre consigliabile seguire le indicazioni del medico anche in merito alle quantità da assumere e alle tempistiche del trattamento.

Fonti

Ultimo aggiornamento:16-04-2021

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