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Tosse: quando andare dal medico se automedicarsi non basta

La tosse è un sintomo tanto comune quanto fastidioso, soprattutto se diventa persistente, arrivando a disturbare le attività quotidiane e a impedire un sonno ristoratore. Ma perché tossiamo? Le vie respiratorie sono tappezzate di ciglia, il cui movimento permette di far risalire ed eliminare le secrezioni che sono prodotte a livello dell’albero respiratorio. Se questo meccanismo fisiologico non riesce a mantenere libere le vie aeree, sopravviene l’atto riflesso della tosse. Nel caso di un frammento di cibo deglutito frettolosamente e andato di traverso, un violento colpo di tosse può permettere di espellerlo. In questo senso, la tosse rappresenta l’utile tentativo del nostro organismo di liberare le vie aeree dalla presenza di qualcosa di fastidioso, come muco in eccesso, secrezioni o un corpo estraneo.
Frequentemente, la tosse è scatenata dall’infiammazione delle mucose respiratorie, che può interessare la gola, la laringe, la trachea, i bronchi o i polmoni. Cause comuni di tosse sono le allergie respiratorie, le infezioni batteriche o virali a carico delle vie respiratorie o l’esposizione ad agenti irritativi (come ad esempio il fumo, le polveri sottili e altri inquinanti ambientali), eventualmente peggiorata dall’inalazione di aria fredda.

Durata della tosse: quando si parla di tosse persistente?
Tutte le tossi esordiscono in modo acuto. Alcune durano qualche giorno, altre poche settimane, altre ancora si protraggono per mesi. Si parla quindi di:

  • tosse acuta, la cui durata è inferiore a 3 settimane;
  • tosse persistente, la cui durata può andare da 3 a 8 settimane;
  • tosse cronica, quando la tosse non passa entro 8 settimane e si protrae anche per mesi.

La tosse acuta è più frequentemente causata da infezioni virali o batteriche delle vie respiratorie. La tosse persistente o cronica può essere dovuta a varie cause, tra cui processi sia infettivi che non infettivi a carico delle vie aeree (come ad esempio l’asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva), la malattia da reflusso gastroesofageo e lo scolo di secrezioni a livello retronasale.

I sintomi della tosse: quando andare dal medico?
La tosse che accompagna le infezioni respiratorie può associarsi alla comparsa di vari sintomi, come:

  • sindrome da raffreddamento, con una tosse inizialmente secca, stizzosa, che tende a diventare grassa con il passare dei giorni;
  • febbre, generalmente alta (fino a 39-40°C) nell’influenza;
  • irritazione della gola, che scatena la comparsa di una tosse secca, continua. A sua volta, la tosse contribuisce a irritare la gola: in questo circolo vizioso, la mucosa respiratoria diventa via via più sensibile, per cui si prova dolore persino a parlare o a inspirare aria secca o fredda;
  • emissione con la tosse di muco trasparente, che può trasformarsi progressivamente in un espettorato denso;
  • percezione di fischi o sibili, in genere più intensi durante l’espirazione, accompagnati da una sensazione di difficoltà respiratoria, legata sia all’infiammazione delle vie aeree e alla difficoltà di espellere il catarro, sia a possibili malattie respiratorie, come l’asma o la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

È consigliabile consultare il medico se la tosse tende a persistere oltre 3-4 giorni, se si accompagna a febbre sopra i 38°C o a emissione di catarro denso, colorato. La presenza di difficoltà respiratoria, dolore toracico o l’emissione di sangue con la tosse richiede una attenzione medica urgente. Altri campanelli d’allarme sono rappresentati da una inspiegata e significativa perdita di peso e dalla presenza di vomito o di polmoniti ricorrenti.

Cosa consigliano le linee guida in caso di tosse?
Quanto è in corso un’infezione delle vie respiratorie, le ultime linee guida stilate dal National Institute for Health and Care Excellence nel 2019 consigliano, in prima battuta, di lenire la tosse con rimedi casalinghi come il miele (da non utilizzare nei bambini sotto l’anno di vita), ad esempio spremendo mezzo limone in una tazza di acqua bollita e aggiungendo 1-2 cucchiaini di miele. La bevanda può essere bevuta ancora calda per un maggiore beneficio. Possono anche essere utilizzati farmaci da banco per sciogliere il catarro e calmare la tosse, con il consiglio di rivolgersi al medico, se:

  • i sintomi tendono a peggiorare rapidamente o in modo significativo;
  • le condizioni generali tendono a peggiorare.

È poi indicato rivolgersi allo pneumologo (il medico specialista della tosse e delle malattie respiratorie) in caso di una tosse persistente o cronica, o comunque nel caso di una tosse che non passa malgrado la terapia.
Una particolare attenzione medica va riservata alle persone affette da tosse a maggior rischio di complicanze, come ad esempio:

  • i bambini piccoli con febbre e tosse (e a maggior ragione i bambini nati prematuri);
  • le persone affette da malattie croniche oppure in trattamento con farmaci che possono alterare le difese immunitarie (come ad esempio i cortisonici);
  • gli anziani con malattie come il diabete o lo scompenso cardiaco congestizio, oppure che hanno subito ricoveri nel corso dell’ultimo anno.

Fonti

Ultimo aggiornamento 03-12-2019
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