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Viaggi in aereo: rischi per la salute e chi non può volare
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Viaggiare in aereo non è sempre una passeggiata, soprattutto per i viaggiatori con problemi sanitari o che seguono trattamenti farmacologici. Proprio per questo, prima della partenza, è sempre bene consultare il proprio medico o un ambulatorio di medicina del turismo. A chi viaggia in buona salute, generalmente i viaggi in aereo non creano problemi. Ci sono però persone che necessitano del parere medico e, eventualmente, di farmaci per poter partire in sicurezza. Parliamo di un'ampia platea di soggetti, in cui rientra per esempio chi soffre semplicemente di chinetosi, chi ha subito operazioni chirurgiche (per esempio la chirurgia addominale) e altri trattamenti medici o test (come il trattamento per un distacco della retina), o chi soffre di trombosi venosa profonda, ma la lista è ben più lunga. Il consiglio a chi deve trasportare farmaci in volo è di portarli con sé nel bagaglio a mano, avendo cura di conservare una copia della prescrizione per future necessità o per fornire alla dogana del paese ospitante una prova dell’uso a scopo terapeutico.

Viaggi aerei in gravidanza
Le donne in dolce attesa, naturalmente, possono volare, ma molte compagnie aeree vietano il viaggio nelle ultime fasi della gravidanza. Se quest’ultima non è “complicata”, ecco quali sono le linee guida da seguire:

  • dopo la 28esima settimana devono portare con sé una lettera del ginecologo o della ostetrica, che specifichi la probabile data del parto e che la gravidanza è normale;
  • per gravidanze non complicate, il volo è permesso fino alla fine della 36esima settimana;
  • per gravidanze gemellari, il viaggio è permesso fino alla fine della 32esima settimana.

Ogni caso di gravidanza complicata, invece, richiede una visita ginecologica specifica. È inoltre bene ricordare alle neomamme che i neonati con meno di 48 ore di età non possono viaggiare.

Viaggi aerei e malattie infettive
La qualità dell'aria in aereo è salubre, perché attentamente controllata e garantita da periodiche ventilazioni, che provvedono a un cambio dell’aria ogni 20-30 volte all’ora. Tra l'altro, il ricambio d'aria è veicolato attraverso filtri di particolato ad alta efficienza, simili a quelli che si trovano sono in ospedale, che garantiscono un'ottima qualità dell'aria. La ricerca ha dimostrato che il rischio di contrarre malattie infettive a bordo è molto basso. L'eventuale trasmissione di infezioni può verificarsi tra passeggeri seduti vicini, generalmente quale risultato di colpi di tosse o starnuti da parte dell’individuo infetto o per contatto diretto tra le due persone.

Rischi per la salute nei viaggi aerei
I fattori di rischio per la salute durante i viaggi in aereo sono legati principalmente alla storia personale e sanitaria del viaggiatore, anche se alcuni elementi – quali jet lag, turbolenze, pressurizzazione e immobilità durante il volo – possono creare problematiche. La più comune è legata alla pressione in volo, quella che disturba le nostre orecchie. Le cabine degli aerei sono pressurizzate, ma la pressione dell'aria in cabina è relativamente più bassa e questo fa arrivare al sangue meno ossigeno (ipossia) e i gas dentro al nostro corpo si espandono. L'ipossia nei passeggeri in buona salute non comporta alcun problema, ma in altri viaggiatori sì, come quelli affetti da condizioni patologiche, in particolare del cuore, dei polmoni, del sangue (come l’anemia falciforme). In tal caso si può viaggiare in sicurezza portando con sé una bombola di ossigeno o chiedendo alla compagnia aerea di provvedere a questo servizio. L'espansione dei gas può determinare alcune problematiche, i cui effetti sono avvertiti nelle fasi di decollo e atterraggio. I sintomi sono una sensazione di pulsazione nelle orecchie durante l'ascesa e la percezione delle orecchie e delle cavità sinusali come se fossero bloccate durante la discesa. Se la pressione non viene ristabilita può comparire anche del dolore. È consigliabile masticare, ingoiare o sbadigliare e, se il problema persiste, effettuare la manovra di Valsalva, ossia una breve espirazione forzata a bocca chiusa, tenendo il naso chiuso con le dita. Nei bambini i sintomi si possono ridurre dando loro da mangiare o un succhiotto.

Chi non può prendere l'aereo?
Il jet lag è solo il più noto dei disturbi di chi viaggia in aereo, ma i rischi per la salute di chi viaggia in aereo potrebbero essere rilevanti. Chi allora non può prendere l'aereo? Comunemente è controindicato il viaggio in aereo a chi soffre di:

  • angina pectoris a riposo;
  • ogni seria o acuta malattia infettiva;
  • la sindrome da decompressione, dopo un’immersione;
  • l’aumento della pressione intracranica dopo un’emorragia, un trauma o un’infezione;
  • sinusiti o infezioni dell’orecchio e del naso, specie se le tube di Eustachio sono bloccate;
  • un infarto miocardico recente o un ictus;
  • interventi chirurgici recenti o ferite dove possa essere stata intrappolata aria o gas, specie traumi addominali e chirurgia gastrointestinale, lesioni cranio-facciali e oculari, operazioni al cervello o all’occhio;
  • malattie respiratorie croniche severe, dispnea a riposo e pneumotorace non guarito;
  • anemia falciforme (drepanocitosi);
  • psicosi, tranne quelle pienamente controllate;
  • ipertensione arteriosa non corretta.

L’elenco non è completo e l’idoneità al viaggio deve essere decisa caso per caso.

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